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imprese sociali

Published on 15/06/2021by euricse

Mappatura delle imprese sociali, l’impegno di Euricse

Otto anni di lavoro, 44 pubblicazioni, 70 ricercatori coinvolti da 35 Paesi e 800 mila euro di budget: questi sono i numeri del “Mapping study on social enterprise ecosystem”, numeri che fanno chiaramente intendere la portata di un progetto epocale per quanto riguarda la mappatura delle imprese sociali in Europa. Nelle tappe fondamentali di questa ricerca, che ha preso le mosse dalla Social Business Initiative della Commissione Europea del 2011, Euricse ha un ruolo di primo piano, a testimonianza dell’impegno a produrre ricerca e conoscenza comparativa sulle imprese sociali a livello interazionale.

Le competenze maturate in questo percorso hanno così accreditato l’istituto agli occhi dei policy maker europei come ente esperto sul tema e hanno messo le basi anche per la partecipazione al progetto, targato Erasmus +, “B-WISE” (Blueprint for Sectoral Cooperation on Skills in Work Integration Social Enterprises) inserito all’interno del piano europeo “Pact for skills”. L’obiettivo del BWISE è di mappare le imprese sociali di inserimento lavorativo e i contesti istituzionali nel quale operano, con particolare attenzione alle politiche del lavoro. Un altro “risultato” dell’impegno sul “Mapping study on social enterprise ecosystem” è la partecipazione allo studio sulla Social Business Initiative pubbicato dalla Comissione Europeaa a inizio 2021.

Con il team di ricerca che ha lavorato sul progetto, abbiamo ripercorso i momenti fondamentali del percorso di ricerca internazionale sulla mappatura delle imprese sociali.

Tutto è iniziato nel 2011, quando la Commissione Europea ha presentato la “Social Business Initiative”, un piano di azione con l’obiettivo di creare un ecosistema favorevole allo sviluppo delle imprese sociali in Europa. In questo contesto si è inserita la prospettiva di organizzare un lavoro di ricerca, con una mappatura delle imprese sociali europee. 

Il presidente di Euricse, Carlo Borzaga, e la ricercatrice Giulia Galera, sono stati inseriti nel quality check team impegnato nell’orientamento degli studi eseguiti dalla società di consulenza vincitrice del bando. Lo studio è stato quindi lanciato nel 2013 e la mappatura è stata pubblicata nel 2014 assieme ai risultati dei singoli 28 Paesi riassunti nei country report.

In seguito la Commissione Europea, attraverso il finanziamento del programma EASI, ha deciso di intraprendere una revisione-aggiornamento di questo studio ed Euricse è stato coinvolto nel processo di ricerca in modo più sostanziale per lo sviluppo di un pilot. Euricse ha proposto una metodologia più condivisa rispetto alla prima mappatura, con l’obiettivo di mettere di catturare l’universo delle imprese sociali al di là del riconoscimento normativo.  

Così nel 2016 sono stati pubblicati dall’istituto, in collaborazione con EMES, i country report dei 7 Paesi analizzati con il coinvolgimento di una dozzina di ricercatori: Belgio, Francia, Irlanda, Italia, Spagna, Polonia e Slovacchia. Lo studio italiano viene curato da Carlo Borzaga, Giulia Galera e Barbara Franchini.

Nel 2017 la Commissione Europea ha pubblicato un bando per l’aggiornamento dei 7 report prodotti nel 2014, includendo ulteriori Paesi extra UE, per un totale di 35 Paesi. Euricse si è aggiudicato il bando, coinvolgendo 70 ricercatori nei Paesi oggetto di studio. I ricercatori coinvolti nel progetto sottolineano come si è riscontrato da parte degli stakeholder intervistati, più di 300 persone, l’importanza di fare ricerca sull’argomento, tanto che molti sentono la necessita di sviluppare maggiormente questa attività. Nel 2020 è stato pubblicato il rapporto di sintesi comparativo, ultimo tassello dello studio.

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Published on 26/03/2021by redazione

Tre progetti degli studenti per le imprese sociali trentine

La ristrutturazione di uno sportello famiglie, il redesign di un negozio di comunità e lo sviluppo di un nuovo brand sociale: sono questi i progetti nei quali si sono impegnati i sedici giovani partecipanti al termine del percorso formativo “Disegnare il futuro delle imprese sociali trentine” e che sono stati presentati giovedì 25 marzo alle cooperative Il Gabbiano, Gruppo Spes e Cooperativa Oltre.

L’iniziativa formativa, finanziata da Fondazione Caritro in collaborazione con Consolida e l’Università di Trento, sarebbe dovuta partire la scorsa primavera, ma a causa della pandemia l’inizio è slittato a novembre e si è passati alla modalità da remoto. L’obiettivo del percorso è però rimasto lo stesso: offrire ai giovani neolaureati concrete opportunità di formazione per specializzarsi nel settore delle imprese sociali e delle organizzazioni non profit, favorendo la messa in pratica delle conoscenze, avvicinandoli ai bisogni e alle opportunità di sviluppo espresse dalle cooperative sociali trentine.

Studenti e practitioner hanno partecipato con interesse agli incontri, guidati da diversi esperti di Euricse: il presidente Carlo Borzaga, il segretario generale Gianluca Salvatori, i ricercatori Jacopo Sforzi, Cristina Burini, Sara Depedri e Stefania Turri hanno dipinto l’evoluzione dello scenario delle imprese sociali, gli strumenti e le risorse per il loro sviluppo, i processi di monitoraggio e valutazione e di pianificazione strategica.

In programma sono stati inseriti anche tre laboratori (condotti dagli esperti Maurizio Busacca, Mirella Maturo e Vittorino Filippas) che hanno supportato i partecipanti nella realizzazione dei tre project work finali. Le cooperative coinvolte hanno apprezzato i progetti, concordando che essi rappresentano un’ottima base di partenza per le applicazioni concrete.

“Siamo contenti del buon esito del percorso – spiega Alessandro Caviola, referente di Euricse per il percorso formativo – che nonostante la modalità a distanza è riuscito a mettere in contatto e far dialogare giovani studenti e practitioner che operano all’interno delle cooperative sociali trentine.  Il nostro auspicio è che le idee emerse non rimangano solo sulla carta ma che si trasformino in occasioni concrete di ulteriore collaborazione tra gli studenti e le cooperative”. 

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Published on 10/02/2021by redazione

Pubblicato lo studio sull’impatto della Social Business Initiative

A dieci anni dal lancio dell’SBI, Euricse ha collaborato con Spatial Foresight e con l’European Center for Social Finance, per redigere uno studio sull’impatto delle misure messe in campo dall’UE per favorire lo sviluppo delle imprese sociali e delle altre organizzazioni dell’economia sociale a livello nazionale ed europeo.

Sfoglia la ricerca (ENG)

Nel 2011 la Commissione europea ha lanciato la Social Business Initiative (SBI), un piano per creare un ecosistema favorevole allo sviluppo delle imprese sociali. Dieci anni dopo, lo studio “Impact of the Social Business Initiative and its Follow-up Actions”, redatto da Spatial Foresight con Euricse e l’European Center for Social Finance per conto della Commissione europea, analizza l’impatto delle misure messe in campo dall’UE per favorire lo sviluppo delle imprese sociali e delle altre organizzazioni dell’economia sociale a livello nazionale ed europeo. L’iniziativa era stata promossa dall’allora commissario Barnier e dal commissario Antonio Tajani, partendo dalla consapevolezza che “L’Europa di domani si fonda sulla crescita economica sostenibile, solidale ed inclusiva”. Anche Euricse aveva partecipato all’impostazione del documento.

Il report sull’impatto dell’SBI, ora disponibile on line, include un’analisi dei bisogni attuali delle imprese sociali e fornisce una serie di raccomandazioni per future iniziative di policy in questo ambito. Il lavoro è stato realizzato con il contributo di numerosi ricercatori nazionali che hanno intervistato circa 300 stakeholder tra autorità statali, regionali e locali, accademici ed esperti, delegati di imprese sociali e di loro consorzi, reti e federazioni in 28 Stati membri e in 9 Paesi vicini.

Lo studio rappresenta un solido punto di partenza per la stesura del “Piano di Azione Europeo per l’Economia Sociale”, che sarà presentato dal commissario Nicolas Schmit nel corso di quest’anno. Nelle 230 pagine del documento emerge che la Social Business Initiative è riuscita ad impattare su un ampio ventaglio di ambiti e che ha contribuito alla diffusione del concetto di impresa sociale negli Stati membri. Negli ultimi dieci anni, la Social Business Initiative è infatti riuscita a comunicare la specificità dell’impresa sociale e, non di meno, ha contribuito ad aumentare la visibilità dell’economia sociale nei dibattiti politici. Le imprese sociali sono oggi considerate come attori importanti non solo dai policy maker nell’ambito delle politiche sociali, ma anche al di fuori di questo perimetro, ad esempio negli ambiti dello sviluppo locale, della coesione, dell’innovazione, della lotta al cambiamento climatico e della sostenibilità ambientale.  

D’altro canto, dallo studio emerge come la mancanza di una visione d’insieme sugli obiettivi, le misure, le attività e i risultati della SBI abbia limitato la coerenza tra questa importante iniziativa ed altri programmi e priorità europee. “La necessità di una migliore comunicazione è una sfida non solo per l’SBI, ma più in generale per il contributo delle politiche europee allo sviluppo settoriale e regionale. Le criticità legate ad una chiara ed ampia comunicazione dell’iniziativa all’interno dei vari enti dell’Unione (e a cascata a livello nazionale e locale) non hanno tuttavia impedito all’SBI ed alle misure ad essa collegate di essere efficaci. In ogni caso, future iniziative di policy dovranno tenere conto dei vantaggi dell’approccio-SBI e provare a superare i suoi limiti con una presentazione chiara e ben comunicata tanto degli scopi generali, come degli specifici provvedimenti”.

Lo studio, inoltre, mette in evidenza come gli ecosistemi delle imprese sociali siano progressivamente diventati più complessi negli ultimi anni. Ogni futura politica di sostegno all’impresa sociale dovrà perciò tenere in considerazione questa accresciuta complessità e dovrà promuovere soluzioni su misura per diversi contesti. Non bisogna inoltre dimenticare che il supporto alle organizzazioni dell’economia sociale non è fine a sé stesso, bensì è un mezzo per rafforzare il loro ruolo nel contribuire allo sviluppo sostenibile locale e regionale, nel rispondere ai bisogni della società, nel creare pari opportunità di accesso al mercato del lavoro, nel promuovere l’innovazione sociale e la coesione territoriale, ecc.

Riconoscere il ruolo delle organizzazioni dell’economia sociale nei processi trasformativi e affrontare le sfide sociali è fondamentale. Le future politiche dovranno quindi sforzarsi di creare collegamenti visibili tra l’economia sociale e gli altri ambiti di intervento e di rafforzare la coerenza tra le diverse iniziative promosse a livello europeo per l’economia sociale e tra queste e gli altri programmi e strumenti europei.

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Published on 29/09/2020by redazione

Il Master in Gestione di imprese sociali compie 25 anni

Un quarto di secolo per il Master GIS, l’iniziativa formativa targata Euricse ed Università di Trento per creare i nuovi “manager del sociale”. È il più antico corso annuale di formazione dedicato al non profit in Italia, con una community formata da oltre 500 persone tra studenti, docenti e imprese e un tasso di occupazione superiore all’85%. L’importante traguardo festeggiato con un nuovo sito internet, l’annuncio di un manuale multimediale e un brindisi simbolico tra i referenti istituzionali del Master. Le iscrizioni per la 25° edizione chiudono il 12 ottobre; lezioni in presenza al via il 9 novembre.

Festeggiamento per i 25 anni del Master Gis. Nella foto a sx Marco Bombardelli, Paolo COLLINI e Carlo BORZAGA. ©UniTrento credits: GiovanniCavulli

La storia

Era il 1995 quando l’Istituto Studi Sviluppo Aziende Non profit (ISSAN) dell’Università di Trento – oggi Euricse – promosse la prima edizione del Master sotto forma di corso post laurea di 150 ore. Già l’anno successivo l’esperienza divenne annuale con l’aggiunta dei tirocini formativi. In seguito alla riforma universitaria ministeriale, nel 2002 il corso post laurea ottenne il titolo legalmente riconosciuto di Master universitario di primo livello, mentre il nome Master GIS venne coniato nel 2006. Nel 2008 la nascita di Euricse, che da allora è ente gestore dell’iniziativa formativa. Dal 2016 il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale e la Facoltà di Giurisprudenza si sono affiancati allo storico sostegno offerto dal Dipartimento di Economia e Management.

Il Master GIS oggi

Il Master GIS si articola in 6 mesi di didattica, organizzata tra lezioni, seminari e laboratori con 25 docenti di estrazione sia accademica sia imprenditoriale, e 5 mesi di tirocinio full time in imprese sociali ed organizzazioni non profit nazionali ed europee. I progetti di stage vengono definiti e personalizzati in raccordo con le organizzazioni ospitanti. Questa è stata la chiave che ha permesso di superare gli ostacoli legati alla crisi Covid, assicurando anche ai 17 frequentanti dell’anno accademico 2019/2020 la possibilità di attivare il tirocinio in parte in presenza e in parte online. Fin dalla sua nascita, il corso formativo ha attratto studenti da tutta Italia. Considerando i dati delle ultime cinque edizioni del Master, il 36% dei corsisti era residente in Trentino, il 61% arrivava dalle altre regioni. A ciò si aggiungono gli studenti stranieri che, considerando tutte le precedenti edizioni, costituiscono il 3% del totale.

“Il Master è stata l’occasione per creare, presso l’Università di Trento, una scuola di pensiero e un gruppo di docenti in grado di coprire con competenza tutte le aree tematiche, riconoscibili a livello nazionale sia per l’attività formativa erogata sia per le pubblicazioni e gli studi sull’impresa sociale e, più in generale del Terzo settore”, ha detto Carlo Borzaga, presidente di Euricse.

“Con oltre 400 diplomati e un tasso medio di placement dell’87% sono i numeri a parlare della qualità e dell’efficacia formativa del Master GIS, uno dei primi ad essere attivati nel nostro Ateneo 25 anni fa”, ha commentato il rettore Paolo Collini. “Il master continua a offrire tassi di occupazione molto elevati in tempi molto brevi anche grazie alla capacità di tessere legami solidi con le imprese e le realtà sociali, non soltanto sul territorio provinciale. La formula proposta dal master è un modo intelligente per attirare persone che provengono da percorsi formativi e ambiti lavorativi diversi – una varietà che arricchisce anche lo stesso percorso formativo – e offrire loro una preparazione specifica, molto spendibile in un settore di grande interesse per il mercato del lavoro”.

Festeggiamento per i 25 anni del Master Gis. Nella foto da sx Marco Bombardelli -Paolo Collini-Carlo Borzaga. ©UniTrento credits: GiovanniCavulli

“Il Master forma figure professionali in grado di supportare gli enti del terzo settore nella gestione delle rilevanti problematiche di natura manageriale, organizzativa e giuridica che tali enti si trovano sempre più spesso ad affrontare”, sottolinea il direttore Marco Bombardelli.

La 25° edizione

Per festeggiare il traguardo raggiunto dal più antico Master in economia sociale d’Italia, è stato creato un nuovo sito internet, visitabile all’indirizzo www.mastergis.eu, con il racconto delle esperienze di tirocinio degli ultimi frequentanti. Inoltre, è stata pensata la stesura di un manuale multimediale sulle competenze necessarie per la gestione delle imprese sociali che raccoglie i contributi dei docenti del Master. Infine. per avvicinare ancora di più il corso formativo al territorio, da quest’anno accademico la didattica sarà aperta anche alle imprese: non solo i laureati, ma anche i lavoratori potranno scegliere di frequentare uno o più moduli didattici, presentando in classe la propria realtà e candidandola eventualmente ad ospitare i tirocini.

Le iscrizioni alla 25° edizione chiudono il 12 ottobre 2020 alle ore 12, mentre le lezioni iniziano nel mese di novembre e si concludono ad aprile 2021, per poi lasciare spazio al tirocinio. Per qualsiasi informazione scrivere a formazione@euricse.eu

I numeri del Master GIS

25 – docenti e ricercatori

400 – frequentanti dal 1995 ad oggi

362 – ore di didattica

800 – ore di tirocinio

61% – studenti da fuori regione

40% – iscritti laureati all’Università di Trento

85% – placement nel periodo tra i 6 e i 12 mesi post master

52% – corsisti occupati nella stessa organizzazione che li ha ospitati durante il tirocinio

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Published on 22/09/2020by redazione

Coop cinema, un viaggio intorno al mondo

Documentari e discussioni sull’economia cooperativa nel mondo

Un viaggio intorno al mondo in tre seminari che raccontano l’economia cooperativa attraverso il lavoro di Around the World.coop e i commenti di  Euricse“Coop cinema” è una serie di eventi online da ottobre a dicembre che prevedono la proiezione di una selezione di documentari prodotti da Sara Vicari e Andrea Mancori, seguiti dalle riflessioni dei nostri ricercatori su temi chiavi come i modelli cooperative, la governance, il futuro del lavoro e lo sviluppo locale.

Il primo episodio della serie si intitola “Dare potere ai lavoratori”. Il 7 ottobre alle 17 proietteremo due documentari dedicati alla cooperativa di New York Up&Go e alla Cheeseboard Collective di Berkeley, in California. Accanto ai membri di Around the World e ai loro sostenitori interverranno Riccardo Bodini, direttore di Euricse, e la ricercatrice Giulia Galera, per discutere con i partecipanti i temi chiave dell’economia cooperativa.

Per ricevere il link Zoom dell’evento, registratevi qui. Sarà comunque possibile seguire il webinar in diretta Facebook sulla pagina di Euricse.

aroundtheworld.coop è un progetto ideato e sviluppato da Andrea e Sara, una coppia sposata che ha deciso di mettere insieme le proprie passioni e abilità e intraprendere un’esperienza di vita elettrizzante: viaggiare per il mondo per un anno, documentando diversi tipi di cooperative in tutti i continenti. In particolare, il progetto è stato possibile anche grazie alla partnership con l’Alleanza Cooperativa Internazionale (International Cooperative Alliance) ed i suoi uffici regionali. 

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Published on 17/01/2020by redazione

Iniziativa “Accompagnami”: ecco come è andata!

Sono stati presentati, venerdì 17 gennaio, i risultati raggiunti nel primo anno di sperimentazione di “Accompagnami”, iniziativa promossa da Fondazione Caritro ed inserita del progetto pluriennale di Welfare Km Zero.

Il percorso, che rinnova gli impegni per una edizione 2.0, evolve anche grazie alla indagine di valutazione fatta da Jacopo Sforzi e Cristina Burini, la quale mostra una fotografia di quali sono stati gli obiettivi raggiunti e quali devono essere invece le priorità per il futuro.

L’analisi ha dato spazio alle riflessioni, l’esperienza Accompagnami ha dato infatti l’opportunità, ai trenta enti partecipanti, di formarsi e di sviluppare competenze, anche grazie all’incontro con il mondo profit.
La nuova sfida però, come ha commentato Carlo Borzaga dopo aver ascoltato le testimonianze di alcuni dei protagonisti della prima edizione, è far si che alle imprese sociali, che si aprono a nuovi settori produttivi, vengano sempre riconosciuti una identità ed un valore propri. Sono importanti quindi iniziative come questa, proprio perchè stimolano la capacità di creare dei legami che devono fare da punto di incontro tra dimensioni diverse.
Euricse, che ha messo a disposizione le proprie competenze in tutte le tre fasi del progetto, in questo senso è riuscita ad individuare altri soggetti strategici che contribuiranno ad espandere la rete di relazioni nel territorio: Consolida, Mediocredito Trentino Alto Adige e Trentino Sviluppo saranno infatti coinvolti nei futuri percorsi di accompagnamento che porteranno gli enti di Terzo Settore a sviluppare nuovi progetti di imprenditoria sociale.

“In particolare è emersa l’opportunità di ampliare la platea di soggetti in grado non solo di accompagnare lo sviluppo del nonprofit, ma di favorire quella logica di “filiera” che può aiutare le singole organizzazioni ad affrontare, attraverso il mercato, le nuove sfide sociali a cui sono chiamate”.

Jacopo Sforzi – ricercatore Euricse

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L’evento ha dato rilievo anche alla consegna dei diplomi agli studenti che hanno portato a termine il Master in Gestione delle Imprese Sociali – GIS per l’anno 18/19.

Il master, che quest’anno vedrà partire la XXV edizione (ora è in corso la ventiquattresima), conferma di avere una offerta formativa interessante e concreta.  Ad avere già trovato una occupazione sono 16 neodiplomati su 17, undici di questi direttamente all’interno dell’organizzazione che li ha ospitati per lo stage formativo previsto.

“Un segnale importante per confermare che le sfide future si potranno vincere solo coinvolgendo giovani motivati e appositamente formati per affrontare i nuovi scenari in cui si muoverà il Terzo Settore”

Paolo Fontana – responsabile formazione Euricse

Qui il comunicato stampa.

Qui ulteriori informazioni sull’iniziativa “Accompagnami“.

Qui ulteriori informazioni sul Master GIS.

Ph. Stefano Guerrini, Matteo Gaudiello

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Published on 05/08/2019by redazione

Marco Bombardelli, nuovo direttore del Master GIS

“Anche nel no profit servono professionisti ad hoc”

Un momento di pausa per i corsisti durante il Master 2018/2019

Da maggio Marco Bombardelli, docente ordinario a Giurisprudenza, esperto in diritto amministrativo e rapporti tra pubblica amministrazione e mondo no profit, è il nuovo direttore del Master universitario in Gestione di Imprese Sociali organizzato da Euricse e dall’Università di Trento. È stato nominato dai Consigli dei Dipartimenti di Giurisprudenza, Economia & Management, Sociologia e Ricerca Sociale e ed ha raccolto il testimone di Luca Fazzi, professore ordinario a Sociologia, al timone del Master per due anni. Tra i primi atti di Bombardelli, l’allargamento del direttivo per aumentare il coinvolgimento dei Dipartimenti: le new entry sono Silvia Pellizzari, docente di Diritto amministrativo a Giurisprudenza, e Alessandro Rossi, docente di Economia e gestione delle imprese a Economia.


Abbiamo incontrato il professor Bombardelli per capire quale impronta vorrebbe dare al Master GIS. “Vorrei rafforzare la collaborazione tra dipartimenti in una logica interdisciplinare e creare un’ancora maggiore integrazione tra corpo docente e i vari insegnamenti che vengono impartiti”, ha spiegato.

Il prof. Marco Bombardelli, nuovo direttore del Master GIS

Come ha accolto questa nuova responsabilità?
“L’ho fatto volentieri. Seguo da anni il Master sia come docente sia come membro del direttivo. Sono consapevole che assumerne la direzione è un impegno, ma credo potrà darmi delle soddisfazioni, perché è un’iniziativa nella quale credo molto”.
Che valore ha il Master GIS?
“Innanzitutto, da studioso dell’amministrazione pubblica, sono convinto che, soprattutto per quanto riguarda l’erogazione dei servizi sociali, sia fondamentale la collaborazione con il Terzo settore. Più in generale, ritengo sia molto importante che nel mondo del no profit si formi una consapevolezza manageriale e che al suo interno si rafforzino delle competenze di natura economica e giuridica utili all’interazione con la pubblica amministrazione, le altre imprese e i dipendenti. Spesso chi lavora nelle cooperative e nelle imprese sociali lo fa perché è convinto dell’anima sociale della sua occupazione: il valore aggiunto di questo master è che fornisce anche altre competenze. Infine, non va dimenticata la stretta relazione tra teoria e pratica che contraddistingue il corso: parte consistente dell’impegno, infatti, si svolge sul campo, con tirocini presso le imprese sociali. È una formula indovinata”.
Su che cosa si concentrerà la sua direzione?
“La formula del Master GIS indubbiamente funziona, quindi la mia idea è di lavorare in continuità con quanto è stato fatto fino ad ora. Recentemente è stato adottato il nuovo codice del Terzo settore: il corso potrebbe diffondere la consapevolezza delle potenzialità di questa nuova disciplina e favorire la corretta comprensione delle dinamiche dell’imprenditorialità sociale e le potenzialità di sviluppo per il nostro Paese. Inoltre credo che il Master possa servire anche a favorire la comprensione dei modelli giuridici più corretti per i rapporti con la pubblica amministrazione. Infatti, c’è ancora molta confusione, ad esempio tra coprogettazione e gare d’appalto”.
Quali sono le sfide che questa iniziativa formativa intende affrontare?
“Serve consapevolezza del fatto che gli aspetti economico-giuridici non possono essere lasciati all’improvvisazione, o comunque considerati come secondari: anche nel nonprofit servono professionisti ad hoc”.

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Published on 22/05/2019by redazione

Il futuro delle imprese sociali in Europa: il report di Euricse ed Emes

Dalla Spagna alla Danimarca, passando per la Gran Bretagna e il Montenegro. E’ un viaggio attraverso i confini dell’Europa quello che Euricse sta affrontando con Emes International Research Network per tracciare un identikit approfondito delle imprese sociali. Un percorso nato sotto impulso della Commissione Europea come follow up del report già elaborato nel 2014 e poi successivamente aggiornato nel 2016 per 7 Stati. I primi risultati sul lavoro svolto sono stati presentati a Bruxelles il 16 e 17 maggio scorsi. Nell’attesa di poter presentare il report complessivo, che sarà disponibile solo nei prossimi mesi, ecco una panoramica sullo studio “Social enterprises and their eco-systems in Europe”.

Il report – Negli ultimi anni, in Europa, le imprese sociali hanno conquistato spazi sempre maggiori, divenendo via via più importanti nelle dinamiche economiche e di comunità.  Una tendenza derivata dall’esigenza di modernizzare le dinamiche dello stato sociale, rafforzando il sistema di welfare misto. Tuttavia, sebbene molti Paesi abbiano introdotto leggi e modelli utili a potenziare queste imprese, permangono ancora diversi limiti al loro sviluppo. Esistono infatti diverse interpretazioni circa la natura, gli obiettivi e la forma giuridica delle imprese sociali, mancano dati affidabili a cui fare riferimento e lo stesso supporto da parte della rappresentanza politica è molto variabile da Stato a Stato. Da qui, l’interesse a studiarne il funzionamento in maniera più profonda, affidabile e condivisa.

Dagli studi nazionali è emerso che le imprese sociali si sono sviluppate grazie all’interazione tra dinamiche bottom-up e top-down. Il primo caso si è verificato per lo più in Paesi in cui uno scarso livello di copertura dei servizi da parte dello Stato ha incontrato un forte impegno civico dei cittadini che si sono organizzati autonomamente per colmare le lacune del welfare pubblico. Nel secondo caso, invece, le imprese sociali sono state innescate direttamente da politiche pubbliche, si pensi ad esempio alle riforme dei servizi sociali o all’avvio di programmi di filantropia dedicati.

Un altro fattore cruciale è l’accesso alle risorse finanziarie. Un ambito particolarmente complesso per questo tipo di imprese visto che mirano a generare impatti sociali positivi, che si rivolgono a un’utenza che spesso non può o non è obbligata a pagare per il servizio di cui ha usufruito e visto che possono, per loro stessa natura, distribuire profitti solo in misura limitata e solo in alcuni casi. Per tutte queste ragioni, le imprese sociali attingono a fonti di finanziamento sia pubbliche che private. Negli ultimi due decenni, in particolare, si è rilevata una maggiore propensione ad allontanarsi dalle sovvenzioni in favore di appalti pubblici competitivi. In questo contesto, l’entrata in vigore delle norme europee per gli appalti pubblici (2014/24 / UE) ha rappresentato un significativo passo avanti. Tuttavia, la pratica di includere criteri sociali negli appalti pubblici non è ancora molto diffusa e le procedure competitive sono sottoutilizzate. Lato privato, invece, il principale contributo consiste in quote associative e donazioni.

Non solo, anche le misure fiscali non sempre sono adeguate a questa tipologia di impresa: spesso sono incoerenti e frammentarie, anche in relazione al fatto che le imprese sociali adottano forme giuridiche diverse. Il quadro, quindi, non facilita lo sviluppo di imprese sociali innovative spingendo molte realtà a scegliere forme giuridiche incoerenti solo per godere di vantaggi fiscali.

Appare chiaro, perciò, come diversi possano essere gli elementi di miglioramento per un settore che proprio durante le recenti crisi ha dato prova delle sue numerose potenzialità.

Per saperne di più ti invitiamo a consultare questo articolo.

Per accedere ai singoli report, clicca qui.

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Published on 07/05/2019by redazione

Aperte le iscrizioni per il Master GIS 2019/2020

Sei interessato al mondo delle imprese sociali? Il Master Universitario in Gestione di Imprese Sociali – Master GIS – torna con la sua XXIV edizione. Con un approccio multidisciplinare, 6 mesi di didattica e 5 mesi di stage, formerà i nuovi “manager del sociale”: persone in grado di comprendere la complessità del contesto economico e sociale e di operare coniugando efficacia ed efficienza imprenditoriale con benessere collettivo, sostenibilità economica e integrazione sociale.

Il corso si rivolge a neo-laureati in lauree triennali, specialistiche o magistrali (in tutte le discipline) interessati ai temi dell’economia sociale, dell’imprenditoria e del management.

Le iscrizioni sono aperte fino al 10 ottobre 2019. Qui il bando.

A questo link è possibile iscriversi alle selezioni del Master GIS.

Per maggiori informazioni visita la pagina del Master GIS oppure contatta direttamente:

Paolo Fontana, Responsabile Area Formazione – EURICSE

Tel. 0461/282289

E-mail: formazione@euricse.eu

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Published on 24/07/2018by redazione

Master GIS, identikit dei professionisti in uscita

Con due parole: manager del sociale. Con maggiore precisione, però, l’elenco dei profili professionali in uscita è ben più esteso: dirigenti, funzionari di imprese sociali, cooperative sociali, consorzi, fondazioni, ONLUS, associazioni di volontariato. Ancora: consulenti di organizzazioni private o pubbliche che operano per lo sviluppo delle imprese sociali del settore nonprofit tout court. Ecco svelato l’identikit degli studenti e delle studentesse che terminano il percorso didattico del Master GIS, il Master Universitario in Gestione di Imprese Sociali.

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Published on 17/07/2018by redazione

Strumenti finanziari per le imprese sociali, la nuova ricerca internazionale

Con il kick-off di pochi giorni fa sono formalmente partiti i lavori. Dopo aver partecipato a una procedura selettiva promossa dall’ILO, l’organizzazione internazionale del lavoro (International Labour Organization), Euricse ha vinto un contratto per condurre una ricerca internazionale dedicata all’approfondimento degli “Strumenti finanziari per gli ecosistemi dell’economia sociale e solidale”. Sostenuto dal ministero del lavoro del governo del Lussemburgo, lo studio intende amplificare la conoscenza dei meccanismi finanziari che sostengono e al tempo stesso consolidano l’economia sociale e solidale. Quanto ai destinatari, la ricerca fornirà risposte utili ad amministratori pubblici, imprese, soci privati. Di più: l’intento è definire le fondamenta conoscitive necessarie per sfruttare – al meglio – le potenzialità di un sistema, quello dell’economia sociale e solidale, capace di innovare, promuovere sviluppo sostenibile e giustizia sociale, nonché generare occupazione dignitosa.

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Published on 15/11/2017by redazione

L’aggiornamento della mappatura delle imprese sociali e dei loro ecosistemi in Europa

Insieme alla rete di ricerca internazionale EMES, Euricse ha recentemente vinto il bando di gara lanciato dalla Commissione Europea (Direzione Generale per l’Occupazione, Affari Sociali e Inclusione) per l’aggiornamento della mappatura delle imprese sociali e dei loro ecosistemi in Europa.

In primo luogo, il progetto intende aggiornare ed integrare 21 dei 29 report nazionali pubblicati nel 2014 a seguito del primo studio di mappatura promosso dalla Commissione Europea. Durante la seconda fase dello studio svoltasi nel 2016, erano stati aggiornati i primi sette report nazionali ed era stata svolta un’analisi comparata. (altro…)

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