Europa from Euricse Network

Europa

Published on 15/06/2021by euricse

Mappatura delle imprese sociali, l’impegno di Euricse

Otto anni di lavoro, 44 pubblicazioni, 70 ricercatori coinvolti da 35 Paesi e 800 mila euro di budget: questi sono i numeri del “Mapping study on social enterprise ecosystem”, numeri che fanno chiaramente intendere la portata di un progetto epocale per quanto riguarda la mappatura delle imprese sociali in Europa. Nelle tappe fondamentali di questa ricerca, che ha preso le mosse dalla Social Business Initiative della Commissione Europea del 2011, Euricse ha un ruolo di primo piano, a testimonianza dell’impegno a produrre ricerca e conoscenza comparativa sulle imprese sociali a livello interazionale.

Le competenze maturate in questo percorso hanno così accreditato l’istituto agli occhi dei policy maker europei come ente esperto sul tema e hanno messo le basi anche per la partecipazione al progetto, targato Erasmus +, “B-WISE” (Blueprint for Sectoral Cooperation on Skills in Work Integration Social Enterprises) inserito all’interno del piano europeo “Pact for skills”. L’obiettivo del BWISE è di mappare le imprese sociali di inserimento lavorativo e i contesti istituzionali nel quale operano, con particolare attenzione alle politiche del lavoro. Un altro “risultato” dell’impegno sul “Mapping study on social enterprise ecosystem” è la partecipazione allo studio sulla Social Business Initiative pubbicato dalla Comissione Europeaa a inizio 2021.

Con il team di ricerca che ha lavorato sul progetto, abbiamo ripercorso i momenti fondamentali del percorso di ricerca internazionale sulla mappatura delle imprese sociali.

Tutto è iniziato nel 2011, quando la Commissione Europea ha presentato la “Social Business Initiative”, un piano di azione con l’obiettivo di creare un ecosistema favorevole allo sviluppo delle imprese sociali in Europa. In questo contesto si è inserita la prospettiva di organizzare un lavoro di ricerca, con una mappatura delle imprese sociali europee. 

Il presidente di Euricse, Carlo Borzaga, e la ricercatrice Giulia Galera, sono stati inseriti nel quality check team impegnato nell’orientamento degli studi eseguiti dalla società di consulenza vincitrice del bando. Lo studio è stato quindi lanciato nel 2013 e la mappatura è stata pubblicata nel 2014 assieme ai risultati dei singoli 28 Paesi riassunti nei country report.

In seguito la Commissione Europea, attraverso il finanziamento del programma EASI, ha deciso di intraprendere una revisione-aggiornamento di questo studio ed Euricse è stato coinvolto nel processo di ricerca in modo più sostanziale per lo sviluppo di un pilot. Euricse ha proposto una metodologia più condivisa rispetto alla prima mappatura, con l’obiettivo di mettere di catturare l’universo delle imprese sociali al di là del riconoscimento normativo.  

Così nel 2016 sono stati pubblicati dall’istituto, in collaborazione con EMES, i country report dei 7 Paesi analizzati con il coinvolgimento di una dozzina di ricercatori: Belgio, Francia, Irlanda, Italia, Spagna, Polonia e Slovacchia. Lo studio italiano viene curato da Carlo Borzaga, Giulia Galera e Barbara Franchini.

Nel 2017 la Commissione Europea ha pubblicato un bando per l’aggiornamento dei 7 report prodotti nel 2014, includendo ulteriori Paesi extra UE, per un totale di 35 Paesi. Euricse si è aggiudicato il bando, coinvolgendo 70 ricercatori nei Paesi oggetto di studio. I ricercatori coinvolti nel progetto sottolineano come si è riscontrato da parte degli stakeholder intervistati, più di 300 persone, l’importanza di fare ricerca sull’argomento, tanto che molti sentono la necessita di sviluppare maggiormente questa attività. Nel 2020 è stato pubblicato il rapporto di sintesi comparativo, ultimo tassello dello studio.

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Published on 23/09/2020by redazione

Fondi europei per il rilancio, chapeau alla Francia

Riproponiamo la riflessione del nostro segretario generale, Gianluca Salvatori, recentemente pubblicata su Vita online.

France Relance, un piano intelligente

Si chiama France Relance ed è il piano del governo francese per l’utilizzo dei fondi di Next Generation EU. Quando Macron lo ha presentato l’accento è stato posto sulla dimensione strategica della visione che lo ispira. E non era un’affermazione retorica. Tutto, nel piano francese di rilancio, mostra una chiara volontà di concentrare sforzi e risorse. A partire dalla scelta di utilizzare le risorse straordinarie provenienti dall’Europa in tre macro-aree (ecologia, competitività, coesione), venticinque temi, sessantotto misure. Indicando, tra queste, almeno alcuni impegni direttamente riferiti a emergenze sociali: in particolare, lotta alla povertà e inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Ma quel che più conta, il piano francese parte da una premessa. Sin dalle prime pagine indica nell’economia sociale una delle chiavi di lettura attraverso cui leggere l’intera strategia di rilancio. Non quindi un settore tra i tanti al quale destinare una frazione delle risorse disponibili, cercando di non scontentare nessuno, bensì l’indicazione di un modello economico di cui incoraggiare lo sviluppo. Si legge nel piano Macron: “Le strutture dell’economia sociale e solidale hanno un ruolo di primo piano (…) come è emerso con evidenza all’apice della crisi e di questo si terrà conto nella fase di rilancio. I soggetti dell’economia sociale e solidale sono parte della resilienza dell’economia francese. Contribuiscono allo sviluppo di un modello di crescita sostenibile e solidale. Fondamentale sarà la loro funzione per accompagnare la transizione ecologica e nell’affrontare la battaglia per il lavoro e l’inclusione sociale”.

L’Italia e gli errori da non ripetere

Parole cristalline, che tracciano una linea netta. Next Generation non può ripetere stancamente i modelli del passato, nell’illusione di tornare indietro. Bisogna guardare oltre, leggendo nella crisi. Ed è proprio l’esperienza pesante che ci ha imposto la pandemia ad indicare che gli investimenti per la ripartenza devono assumere l’economia sociale come priorità. Chapeau alla Francia dunque, che da tempo è impegnata a ritagliarsi su questo tema un ruolo di leadership, investendo politicamente nel non profit per la creazione di sviluppo e benessere sociale.

E l’Italia? Anche senza commentare i 556 progetti raccolti dal Governo dopo l’assemblaggio estivo di Ministeri, agenzie e società partecipate – e di cui subito dopo la pubblicazione ci si è affrettati a ridimensionare il ruolo – la situazione è presto detta. L’economia sociale è fuori dal radar e nemmeno il terzo settore è considerato (benché, per inciso, nel nostro paese abbia numeri e svolga funzioni più rilevanti che in Francia, anche per una storia di cronica debolezza del sistema pubblico). Se tra le centinaia di progetti presentati neppure uno sfiora il tema, l’assenza più vistosa è però nelle linee guida per il Piano nazionale di rilancio e resilienza (Pnrr).

Terzo settore, questo sconosciuto

Nel documento di indirizzo presentato alle Camere di terzo settore si parla in un solo luogo, quando si cita la necessità di nebulosi innovation ecosystems, descritti come ”luoghi di contaminazione di didattica avanzata, ricerca, laboratori pubblico-privati e terzo settore”. A parte questo bizzarro passaggio, null’altro. Cosicché quando il testo del Governo passa a trattare di equità sociale, creazione di occupazione, reskilling dei lavoratori,  presidi socio-sanitari territoriali, riqualificazione di aree urbane e aree interne, viene da chiedersi: ma come pensano di attuarli questi obiettivi, con interventi pubblici a tutto spiano? Con quali competenze e modelli? Perché non c’è neppure un riferimento alle organizzazioni non profit e alle imprese sociali, che su questi temi hanno già dimostrato con i fatti di produrre risultati?

L’occasione è davvero storica. Le possibilità di intervento offerte dal piano Next Generation EU chissà quando mai si ripresenteranno. Sicuramente non per un paio di generazioni. È il momento di alzare lo sguardo e pensare con una prospettiva di lungo, lunghissimo respiro. Il piano francese coglie un punto cruciale: non si può fare a meno del contributo dell’economia sociale per lo sviluppo di un modello di crescita sostenibile e solidale. È chiedere troppo che anche in Italia questa consapevolezza si faccia strada nei programmi del Governo?

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Published on 16/09/2020by redazione

L’economia sociale nella transizione ecologica

L’evento di Euricse al Festival dello Sviluppo Sostenibile Asvis on line il 29 settembre 2020

A livello europeo c’è convergenza tra due grandi direttrici di sviluppo per i prossimi anni.  Il tema della sostenibilità, ancorato al Green Deal, funge da bussola per la programmazione economica e per il Next Generation EU. La “strategia verde”, a sua volta, si sposa con un’altra scelta della Commissione Europea: il Piano d’azione per l’economia sociale, con il documento di policy in arrivo nella seconda metà del 2021.

La tavola rotonda “L’economia sociale nella transizione ecologica”, organizzata per il 29 settembre 2020 da Euricse nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile 2020, porta tre esperienze significative e collaudate che da anni lavorano nel settore della sostenibilità ambientale: la rete di cooperative sociali CAUTO di Brescia nel ciclo dei rifiuti, Unicoop Firenze nel business del consumo e Sev Alto Adige nell’energia. Sono tre voci che vanno nella stessa direzione e che testimoniano come i soggetti dell’economia sociale possono interpretare con successo l’imperativo della sostenibilità.

L’evento online è aperto a tutti e si potrà seguire in diretta streaming sulla pagina Facebook di Euricse.

Interverranno: Gianluca Salvatori, segretario generale Euricse, Daniela Mori, presidente del consiglio di sorveglianza Unicoop Firenze, Michele Pasinetti (direttore generale rete CAUTO) e Rudi Rienzner (ceo Sev Alto Adige).

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Published on 09/03/2017by redazione

Per una legge europea sull’impresa sociale

Con il professor Antonio Fici, sul suo ultimo studio fatto per il Parlamento europeo.
“La speranza adesso è che dagli studi si passi ai fatti, cioè a concrete iniziative legislative che individuino e promuovano le imprese sociali.”

Le imprese sociali sono soggette ad una legislazione ad hoc in un numero crescente di giurisdizioni europee e le istituzioni dell’Unione Europea si stanno attrezzando per realizzare iniziative legislative in materia. Con lo scopo di fare più chiarezza il Dipartimento tematico Diritti dei cittadini e Affari costituzionali del Parlamento Europeo ha commissionato, supervisionato e pubblicato, proprio qualche giorno fa, l’approfondimento “Una legge europea sull’impresa sociale”. (altro…)

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Published on 27/10/2016by redazione

Le imprese sociali guadagnano terreno in Europa

Lo rivela il rapporto “Social enterprises and their eco-systems: A European mapping report” della Commissione europea pubblicato oggi. Euricse ha coordinato l’indagine insieme alla Rete europea EMES, per conto della Direzione Generale Occupazione, Affari Sociali e Inclusione della Commissione europea ed era anche responsabile dell’aggiornamento del report nazionale sull’Italia.

Il numero di imprese sociali in Europa è in aumento e sono impegnate in nuovi settori. Molti paesi stanno introducendo nuove leggi e azioni di sostegno per favorire lo sviluppo delle imprese sociali. I mercati, il pubblico così come quello privato, offrono nuove opportunità per le imprese sociali sia nella fase di start up sia nella crescita e sviluppo delle iniziative. (altro…)

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Published on 03/03/2016by redazione

Mappatura dell’impresa sociale in Europa, si parte!

La Commissione europea – DG Occupazione, Affari sociali è Inclusione ​ha affidato ad Euricse la supervisione scientifica (insieme ad EMES) del progetto “Mapping study on social enterprise eco-systems”. Il lavoro​ che​ dà seguito al primo Mapping study svolto nel 2014, ​avrà questi tre obiettivi:

· Migliorare la qualità dei risultati presentati in sette (Belgio, Francia, Irlanda, Italia, Polonia e Slovacchia) dei 29 rapporti nazionali prodotti nel 2014 oltre a fornire informazioni di base ed esempi illustrativi.
· Sfruttare il potenziale dei rapporti nazionali per incrementare il grado di consapevolezza sull’impresa sociale coinvolgendo un ampio numero di stakeholders.
· Realizzare un’analisi comparata e una valutazione delle implicazioni di policy. (altro…)

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Published on 04/02/2016by redazione

Il ruolo dell’economia sociale e solidale nel nuovo paradigma di sviluppo

Giulia Galera ha illustrato a quali condizioni l’impresa sociale possa essere considerata un modello di produzione innovativo volto a creare valore a vantaggio della comunità o di gruppi fragili.

Più di 250 partecipanti provenienti da 14 paesi europei, dell’America Latina e del Nord America, si sono riuniti la settimana scorsa presso la sede del Parlamento Europeo di Bruxelles in occasione del “Forum sull’economia sociale e solidale 2016: come trasformare il paradigma economico e culturale”. L’evento è stato promosso da European United Left/Nordic Green Left (GUE/NGL). (altro…)

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Published on 19/01/2016by redazione

Le fabbriche recuperate stanno scrivendo una pagina della storia dell’autogestione

Andrès Ruggeri, antropologo presso la Facoltà di Filosofia e Lettere dell’Università di Buenos Aires (Argentina) e ricercatore dell’Observatorio de calificaciones laborales dell’Universidad Nacional Arturo Jauretche(UNAJ), in questi mesi è ospite di Euricse nell’ambito del progetto INT.RE.COOPInternational Research Exchange on Cooperatives. Andrés da oltre dieci anni indaga l’esperienza delle “fabbriche recuperate” ovvero realtà abbandonate dagli imprenditori e poi occupate e rimesse in moto direttamente dai lavoratori. (altro…)

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Published on 26/11/2015by Jacopo Sforzi

Innovazione e sviluppo rurale ad Almería

Jacopo Sforzi racconta la sua esperienza ad Almería per il progetto C-BIRD

 

C-BIRD è un progetto europeo di scambio tra ricercatori e operatori del settore agricolo, finanziato dal programma Marie  Sklodowska Curie Actions, Industry-Academia partnership and pathway – IAPP.
Il suo scopo è studiare il ruolo delle cooperative e di altre organizzazioni (centri di ricerca, ONG, associazioni, ecc.) con riguardo ai processi di innovazione e di sviluppo rurale. (altro…)

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Published on 11/11/2015by redazione

I principali risultati del World Co-operative Monitor 2015

Continua la crescita del settore cooperativo nel 2013

La quarta edizione del World Co-operative Monitor analizza dati riferiti all’anno 2013 ed evidenzia la dimensione e l’importanza del settore cooperativo a livello globale.
Nel corso del 2013 abbiamo assistito in generale ad un aumento del fatturato totale delle maggiori 300 cooperative e organizzazioni mutualistiche. Le 300 maggiori cooperative e organizzazioni mutualistiche riportano un fatturato totale di 2.360,05 miliardi di dollari nel 2013, a fronte dei 2.205,70 miliardi di dollari dell’anno precedente. (altro…)

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Published on 16/09/2015by redazione

Intervista a Yiorgos Alexopoulos, ricercatore di Euricse

L’impresa sociale, impatto sociale e bisogni finanziari

Yiorgos Alexopoulos è ricercatore presso l’ Agricultural University di Atene (Grecia) e Senior Research Fellow presso Euricse, all’interno del progetto “L’impresa sociale, impatto sociale e bisogni finanziari” (RiSE GRIT). Il progetto è finanziato dall’azione Marie Curie – Intra-European fellowships for Career Development (IEF), 7FP. (altro…)

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Published on 30/06/2015by Barbara Franchini

Euricse alla 5a Conferenza EMES dedicata alla ricerca sull’Impresa Sociale

La 5a Conferenza internazionale EMES dedicata alla ricerca sull’Impresa Sociale “Building a scientific field to foster social enterprise eco-system” è iniziata ufficialmente oggi con la sessione plenaria “Social Enterprise and the third sector: Changing landscapes in an international perspective” presieduta da Marthe Nyssens, membro fondatore del Network di ricerca europeo Emes e professoressa all’Università di Louvain. (altro…)

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