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Published on 22/09/2020by redazione

Coop cinema, un viaggio intorno al mondo

Documentari e discussioni sull’economia cooperativa nel mondo

Un viaggio intorno al mondo in tre seminari che raccontano l’economia cooperativa attraverso il lavoro di Around the World.coop e i commenti di  Euricse“Coop cinema” è una serie di eventi online da ottobre a dicembre che prevedono la proiezione di una selezione di documentari prodotti da Sara Vicari e Andrea Mancori, seguiti dalle riflessioni dei nostri ricercatori su temi chiavi come i modelli cooperative, la governance, il futuro del lavoro e lo sviluppo locale.

Il primo episodio della serie si intitola “Dare potere ai lavoratori”. Il 7 ottobre alle 17 proietteremo due documentari dedicati alla cooperativa di New York Up&Go e alla Cheeseboard Collective di Berkeley, in California. Accanto ai membri di Around the World e ai loro sostenitori interverranno Riccardo Bodini, direttore di Euricse, e la ricercatrice Giulia Galera, per discutere con i partecipanti i temi chiave dell’economia cooperativa.

Per ricevere il link Zoom dell’evento, registratevi qui. Sarà comunque possibile seguire il webinar in diretta Facebook sulla pagina di Euricse.

aroundtheworld.coop è un progetto ideato e sviluppato da Andrea e Sara, una coppia sposata che ha deciso di mettere insieme le proprie passioni e abilità e intraprendere un’esperienza di vita elettrizzante: viaggiare per il mondo per un anno, documentando diversi tipi di cooperative in tutti i continenti. In particolare, il progetto è stato possibile anche grazie alla partnership con l’Alleanza Cooperativa Internazionale (International Cooperative Alliance) ed i suoi uffici regionali. 

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Published on 16/09/2020by redazione

L’economia sociale nella transizione ecologica

L’evento di Euricse al Festival dello Sviluppo Sostenibile Asvis on line il 29 settembre 2020

A livello europeo c’è convergenza tra due grandi direttrici di sviluppo per i prossimi anni.  Il tema della sostenibilità, ancorato al Green Deal, funge da bussola per la programmazione economica e per il Next Generation EU. La “strategia verde”, a sua volta, si sposa con un’altra scelta della Commissione Europea: il Piano d’azione per l’economia sociale, con il documento di policy in arrivo nella seconda metà del 2021.

La tavola rotonda “L’economia sociale nella transizione ecologica”, organizzata per il 29 settembre 2020 da Euricse nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile 2020, porta tre esperienze significative e collaudate che da anni lavorano nel settore della sostenibilità ambientale: la rete di cooperative sociali CAUTO di Brescia nel ciclo dei rifiuti, Unicoop Firenze nel business del consumo e Sev Alto Adige nell’energia. Sono tre voci che vanno nella stessa direzione e che testimoniano come i soggetti dell’economia sociale possono interpretare con successo l’imperativo della sostenibilità.

L’evento online è aperto a tutti e si potrà seguire in diretta streaming sulla pagina Facebook di Euricse.

Interverranno: Gianluca Salvatori, segretario generale Euricse, Daniela Mori, presidente del consiglio di sorveglianza Unicoop Firenze, Michele Pasinetti (direttore generale rete CAUTO) e Rudi Rienzner (ceo Sev Alto Adige).

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Published on 13/09/2019by redazione

WIS19, misurazione e partecipazione attiva per aumentare il valore sociale

Il valore sociale ha spesso un valore economico, ma non può prescindere da concetti come appartenenza, autostima, benessere, sensibilità, autodeterminazione. Proprio nell’equilibrio tra queste due dimensioni risiede il “valore complessivo” dell’impresa sociale. Al 17° Workshop sull’Impresa Sociale (WIS), organizzato da Iris Network a Riva del Garda il 12 e il 13 settembre, la ricercatrice Euricse Sara Depedri è intervenuta nella prima plenaria proponendo una riflessione su questo tema.

“Per evitare il rischio della deriva imprenditoriale – ha spiegato Depedri davanti a una platea di circa 300 persone – le imprese sociali devono aggiornare la propria mission inserendo elementi concreti di valore sociale, monitorabili e valutabili”. Questa necessità di misurazione si esprime a livello micro, guardando al benessere generato nei confronti del singolo, meso, in riferimento all’organizzazione, e macro, analizzando le ricadute per il territorio e la comunità.

Sara Depedri, ricercatrice Euricse, durante il suo intervento in plearia al WIS19

Portando esempi concreti dei tre livelli – dall’impatto per le famiglie, i lavoratori, al coinvolgimento della base sociale e alla composizione dei cda, per finire con l’importanza della rete –, la ricercatrice di Euricse ha indicato le strategie per far crescere il valore sociale. “Esso aumenta quando è condiviso, quando ci si relazione con la cittadinanza e quando si realizza l’analisi della domanda”, ha sottolineato. “Vanno quindi adottati strumenti e indicatori adeguati, si deve investire nella co-progettazione e nella partecipazione attiva e, ultimo ma non meno importante, vanno sfruttate le opportunità derivanti da obblighi quali la valutazione di impatto sociale”.

La sessione parallela curata da Sara Depedri e Carlo Borzaga

Nel pomeriggio, Depedri ha poi curato, assieme al presidente di Euricse, Carlo Borzaga, una sessione parallela sul valore del lavoro nell’impresa sociale “Non un gioco di parole ma fatti”, durante il quale alcuni protagonisti del nonprofit italiano hanno potuto presentare le bestpractices che migliorano la qualità dell’occupazione nelle loro realtà: le cooperative Cauto di Brescia, Panta Rei di Verona, Ergo di Treviso e Itaca di Pordenone, la fondazione Esodo di Verona e il consorzio Il Mosaico di Udine.

Carlo Borzaga, presidente di Eurisce, introduce la plenaria sulle radici della diseguaglianza

L’ultimo appuntamento della giornata di giovedì 12 settembre è stato con la plenaria introdotto da Carlo Borzaga e intitolata “Agire sulle radici economiche della diseguaglianza: il ruolo dell’impresa sociale”, con il keynote speech di Maurizio Franzini, professore di Politica economica all’Università La Sapienza di Roma.

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Published on 25/06/2019by redazione

Finanza responsabile e innovazione sociale, il 10° workshop internazionale

Le problematiche e le prospettive di crescita della finanza responsabile e cooperativa sono al centro del 10° workshop organizzato giovedì 20 e venerdì 21 giugno a Trento (Dipartimento economia e management Università di Trento) da Euricse in collaborazione con Federcasse e l’Associazione europea delle banche cooperative (EACB). Due giornate di sessioni plenarie con quaranta docenti e ricercatori provenienti da 10 Paesi tra Europa, Giappone, India e Filippine, per analizzare lo scenario attuale della finanza e le possibilità di innovazione sociale del settore.

Una finanza e un’economia realmente produttive hanno l’obbligo di preoccuparsi delle conseguenze, soprattutto a lungo termine, delle loro attività. Questo perché – anche a causa dei cambiamenti demografici e della crisi fiscale dello Stato – è aumentata l’attenzione generale nei confronti di un’economia basata sulla relazione, con l’apertura di prospettive interessanti per le attività che richiedono investimenti in salute e servizi alla persona, nell’industria verde e nella difesa dell’ambiente. Le banche cooperative ed etiche, i fondi alternativi e le istituzioni finanziarie che hanno saputo investire sull’innovazione sociale hanno, quindi, dimostrato grandi potenziali.

È partito da questi presupposti il workshop organizzato da Euricse, Federcasse (la Federazione italiana delle BCC e Casse Rurali) e EACB. Nelle sei sessioni previste sui due giorni, con relatori provenienti da istituzioni e università internazionali, si è parlato di fusioni nelle banche cooperative europee, finanza sostenibile e green economy, prestiti non performanti, problemi di governance delle banche cooperative, con uno sguardo alle esperienze in Asia meridionale (India e Bangladesh) e in Europa dell’Est, in particolare la Russia rurale. Tra i focus a livello nazionale quello su fusioni, governance, riforme e rischi delle banche cooperative italiane.

Storicamente il Trentino è stato culla di forme di credito alternativo al commerciale, dimostrando così una notevole capacità di innovazione. Lo stesso modello di credito cooperativo risk-based adottato con la recente riforma è una novità a livello internazionale. Per questo è interessante continuare ad approfondire le potenzialità e i limiti di questo settore in un seminario come quello che si apre oggi

Carlo Borzaga, presidente Euricse

La finanza deve ambire a rafforzare la relazione tra offerta e domanda di capitale, superando la separazione tra investitori e riceventi che è cresciuta negli ultimi decenni. Il capitale dovrebbe essere incanalato verso la creatività e l’utilità calcolate in modo olistico, ovvero la finanza deve tornare ad essere ‘al servizio’ e non padrona

Silvio Goglio, dipartimento Economia e Management, Università di Trento
Da sinistra, Silvio Goglio, Franco Bazzana (Direttore Dipartimento Economia e Management) e Carlo Borzaga

Un nostro recente studio ha confermato il contributo positivo dell’intensità mutualistica che si vive in una BCC all’andamento economico locale; fattore che ha permesso alle banche di comunità di essere strumento essenziale nel mitigare l’impatto della recessione. E questo, grazie alle loro caratteristiche peculiari in termini di flessibilità del modello organizzativo, forte radicamento nel territorio, attenzione alla redditività, alla generazione di valore sociale e all’impatto culturale

Augusto dell’Erba, presidente di Federcasse

La ricerca è la chiave per raggiungere una piena comprensione del ruolo delle banche cooperative e del loro contributo alla stabilità del sistema finanziario, oltre all’importante ruolo in seno alla finanza responsabile. Con l’obiettivo di colmare il gap nella letteratura scientifica sulle banche cooperative, EACB ha lanciato un think tank a tema, un network di ricercatori a livello internazionale e un premio per giovani ricercatori

Hervé Guider, general manager EACB
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Published on 14/06/2019by redazione

Finanza responsabile e cooperativa, il workshop a Trento

Le problematiche e le prospettive di crescita della finanza responsabile e cooperativa sono al centro del 10° workshop organizzato il 20 e il 21 giugno a Trento (Dipartimento economia e management Università di Trento) da Euricse in collaborazione con Federcasse e l’Associazione europea delle banche cooperative (EACB). Due giornate di sessioni plenarie con quaranta docenti e ricercatori provenienti da tutta Europa, dall’India e dalle Filippine, per analizzare lo scenario attuale della finanza e le possibilità di innovazione sociale del settore.

Una finanza e un’economia realmente produttive hanno l’obbligo di preoccuparsi delle conseguenze, soprattutto a lungo termine, delle loro attività. Questo perché – anche a causa dei cambiamenti demografici e della crisi fiscale dello Stato – è aumentata l’attenzione generale nei confronti di un’economia basata sulla relazione, con l’apertura di prospettive interessanti per le attività che richiedono investimenti in salute e servizi alla persona, nell’industria verde e nella difesa dell’ambiente.

Nelle sei sessioni previste sui due giorni di workshop, con relatori provenienti da istituzioni e università internazionali, si parlerà di fusioni nelle banche cooperative europee, finanza sostenibile e green economy, prestiti non performanti, problemi di governance delle banche cooperative, con uno sguardo alle esperienze in Asia meridionale (India e Bangladesh) e in Europa dell’Est, in particolare la Russia rurale. Tra i focus a livello nazionale quello su fusioni, governance, riforme e rischi delle banche cooperative italiane.

Qui il programma del workshop

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Published on 10/06/2019by redazione

Francesca Gagliardi: “Io, visiting a Euricse per studiare il modello cooperativo italiano”

Francesca Gagliardi, University of Hertfordshire

È arrivata direttamente dalla University of Hertfordshire (UK) e per dieci giorni si è calata nel mondo di Euricse. Con un obiettivo: indagare più da vicino il modello cooperativo italiano per capire cosa, a livello storico e istituzionale, lo renda tanto particolare. Francesca Gagliardi, originaria di Rende (Cosenza),  più di 14 anni fa è partita per l’Inghilterra. «Sarei dovuta rimanere solo un anno – confida – per un master in economia all’Università di York, dopo il conseguimento della laurea in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università della Calabria. E invece, mi sono appassionata alle ricerche sul ruolo delle istituzioni nei processi di cambiamento socio-economico e ho proseguito gli studi con un PhD alla University of Hertfordshire».

Da lì non si è più fermata.

Dopo aver vinto nel 2008 il premio Horvat-Vanek dell’International Association for the Economics of Participation, nel 2009 è diventata Lecturer alla University of Hertfordshire e a seguire Senior Lecturer, per poi essere nominata Reader in Institutional Economics per lo stesso Ateneo nel 2015. Un percorso che ha affrontato ponendosi, anzitutto, una domanda: quale dovrebbe essere il ruolo di un economista nella società contemporanea? «Mi sono risposta che ciò che più conta è la capacità di comprendere le complesse dinamiche che governano il funzionamento di diversi contesti socio-economici, provando così a incidere sulle decisioni dei policy makers – spiega – Ciò significa andare in profondità senza limitarsi a numeri e modelli che, se pur importanti, spesso rischiano di restare alla superficie delle cose».

Da qui, l’esperienza da Visiting Researcher in Euricse, ritenuta la realtà migliore per approfondire gli studi sul settore cooperativo italiano. Gagliardi è infatti assegnataria di una borsa di ricerca con la Independent Social Research Foundation dedicata a “The Political Economy of Cooperative Firms: Historical and Comparative Perspectives”. Il suo obiettivo è capire quali sono le dinamiche che favoriscono un buon funzionamento del settore cooperativo, sfatando il luogo comune – ancora molto diffuso a livello accademico ma anche tra policy makers – secondo cui le cooperative  sono una forma d’impresa generalmente capace di offrire un contributo limitato all’attività economica . Un’analisi che ha deciso di concentrare su tre Paesi: Inghilterra, Olanda e Italia: «Ho scelto questi tre Stati perché, oltre a presentare significative differenze in termini di struttura e performance delle imprese cooperative, sia attualmente che da un punto di vista storico, essi rappresentano tre diversi tipi di capitalismo, rispettivamente un’economia di mercato liberale, un’economia di mercato coordinata e un capitalismo di tipo mediterraneo. Classificazioni anche discutibili, volendo, ma comunemente riconosciute in ambito accademico». Di ognuna di queste realtà, Gagliardi sta indagando la dimensione storica, istituzionale e culturale avvalendosi anche degli studi già sviluppati da Euricse. In particolare, nel periodo di Visiting dal 27 maggio al 6 giugno, si è concentrata sulla raccolta di informazioni riguardanti bilanci patrimoniali e microdati occupazionali che la aiuteranno a inquadrare il sistema cooperativo italiano.

«Ho conosciuto Euricse 10 anni fa in quanto fui invitata da loro a tenere un seminario di ricerca a Trento ed è una realtà che negli anni ho sempre seguito, anche a distanza, apprezzandone la solidità e la competenza, riconosciuta a livello internazionale, nello studio del fenomeno cooperativo e delle imprese sociali. Per questo – conclude Gagliardi –  è stato un piacere poter collaborare con questa bellissima squadra, ampliando ulteriormente il network dei miei contatti e ponendo la basi per sviluppare future collaborazioni».

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Published on 29/10/2018by redazione

Online il ranking Euricse-ICA sulle più grandi cooperative al mondo

World Cooperative Monitor, l’edizione 2018 è dispoibile

Groupe Crédit Agricole al Top per fatturato, dieci italiane nella classifica

E’ la settima edizione ed è già disponibile online per una libera consultazione. L’Alleanza internazionale delle Cooperative (ICA) e l’Istituto europeo di ricerca sull’impresa cooperative e sociale (Euricse) hanno pubblicato la versione 2018 dell’annuale del World Cooperative Monitor. Il rapporto traccia il perimetro, misura il peso e indica le dimensioni del movimento cooperativo globale, definendo al tempo stesso la classifica delle più grandi organizzazioni al mondo, mutue e cooperative. L’esito è un ranking delle Top 300, con analisi settoriali basate sui dati finanziari del 2016.

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Published on 17/07/2018by redazione

Strumenti finanziari per le imprese sociali, la nuova ricerca internazionale

Con il kick-off di pochi giorni fa sono formalmente partiti i lavori. Dopo aver partecipato a una procedura selettiva promossa dall’ILO, l’organizzazione internazionale del lavoro (International Labour Organization), Euricse ha vinto un contratto per condurre una ricerca internazionale dedicata all’approfondimento degli “Strumenti finanziari per gli ecosistemi dell’economia sociale e solidale”. Sostenuto dal ministero del lavoro del governo del Lussemburgo, lo studio intende amplificare la conoscenza dei meccanismi finanziari che sostengono e al tempo stesso consolidano l’economia sociale e solidale. Quanto ai destinatari, la ricerca fornirà risposte utili ad amministratori pubblici, imprese, soci privati. Di più: l’intento è definire le fondamenta conoscitive necessarie per sfruttare – al meglio – le potenzialità di un sistema, quello dell’economia sociale e solidale, capace di innovare, promuovere sviluppo sostenibile e giustizia sociale, nonché generare occupazione dignitosa.

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Published on 15/05/2018by redazione

La cooperazione trentina oltre la cronaca

Euricse Facts&Comments

Carlo BorzagaChiara CariniEddi Fontanari

Scarica il comunicato stampa

La lettura degli articoli di cronaca che da qualche mese riportano quasi giornalmente notizie su varie componenti della realtà cooperativa trentina ha portato non poche e non poco autorevoli persone ad affermare che il sistema cooperativo provinciale stia attraversando una fase di più o meno grave crisi. È stato anche affermato in non poche occasioni che la crisi sarebbe così profonda e così pervasiva da far sì che la cooperazione non sia più da considerare – come lo è stato in passato – uno dei protagonisti dell’economia trentina.

Le informazioni offerte dai media locali, essendo in genere riferite al breve o brevissimo periodo o a singoli settori se non addirittura a singole cooperative o consorzi, benché certamente utili per seguirne l’evoluzione e comprenderne le strategie, non sono tuttavia sufficienti né a sostenere né a controbattere queste preoccupazioni. La complessità del settore cooperativo e la sua articolata presenza nell’economia e nella società trentina richiedono piuttosto un’analisi che al contempo: sia esaustiva del fenomeno, abbracci un numero di anni adeguato, si basi su più variabili significative e ne confronti i principali andamenti con quelli delle altre forme di impresa. A questo fine è innanzitutto necessario reperire e rendere utilizzabili informazioni statistiche che non sempre sono facilmente disponibili perché spesso fornite in forma aggregata.

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Published on 22/06/2017by redazione

La cooperativa agricola, una comunità di senso. L’importanza del capitale sociale

Eddi Fontanari

 

È importante prendere atto che una cooperativa agricola è primariamente una comunità, un’organizzazione di senso, dotata di un collante valoriale e culturale, dunque di una sua identità

Quando si parla di cooperative agricole molto spesso ci si dimentica della loro vera natura. Capita anche che siano gli stessi dirigenti a non comprendere esattamente la loro natura e a favorire un processo di isomorfismo organizzativo. Nel momento in cui la cooperativa agricola viene infatti trattata (gestita) alla stregua di un’impresa convenzionale, il rischio è di minare le fondamenta della sua stessa esistenza. Ciò si verifica in particolare quando, non solo tra i practitioner ma anche tra gli studiosi, prevale una visione dell’impresa cooperativa incentrata troppo su schemi (ricette) mainstream di razionalità economica tout court. Ci si ritrova così sovente a decidere processi di fusione frutto più di queste ortodossie che di precise strategie ponderate, o comunque di piani aziendali capaci di tener conto di tutti i fattori rilevanti. (altro…)

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Published on 08/05/2017by redazione

Le sfide delle cooperative elettriche in un contesto che cambia

A Meisenheim (Germania) un gruppo di cooperative elettriche tedesche, danesi, italiane e belghe si sono riunite per confrontarsi con alcune omologhe organizzazioni statunitensi. A Euricse è stato richiesto un contributo sull’evoluzione delle cooperative elettriche in funzione dello sviluppo di comunità, per integrare la gestione di un’infrastruttura importante, come quella energetica, con ulteriori servizi di pubblico interesse, sempre in forma cooperativa.

di Gianluca Salvatori

All’orizzonte si profila qualche nuvola per le cooperative del settore energetico. Specialmente in quei paesi, come la Germania, che negli ultimi 15-20 anni hanno visto una crescita impetuosa. Nuove norme e incentivi meno generosi sono oggi all’origine di un rallentamento. Nell’ultimo biennio il numero di nuove iniziative è calato bruscamente, dopo che in pochi anni aveva raggiunto e superato quota 900. Tante sono infatti le nuove cooperative tedesche nate come conseguenza di una politica energetica che dopo l’abbandono del nucleare si è fortemente orientata allo sviluppo di energia da fonti rinnovabili, e ha tratto vantaggio dalla liberalizzazione del mercato apertosi a nuovi soggetti imprenditoriali. (altro…)

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Published on 29/03/2017by redazione

Quando i soci sono proprietari

Il volume “The Oxford Handbook of Mutual, Co-operative and Co-owned Business” curato da Jonathan Michie, Joseph R. Blasi e Carlo Borzaga, pubblicato dalla Oxford University Press offre un’interessante panoramica globale su mutue e cooperative

È ora disponibile il manuale “Mutue, cooperative e imprese di proprietà dei lavoratori” della Oxford University Press a cura di Jonathan Michie della Università di Oxford (UK), Joseph R. Blasi, della Università di Rutgers (USA), e Carlo Borzaga dell’Università di Trento. (altro…)

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