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Published on 17/02/2021by redazione

Dal Trentino a Kathmandu. Storie di cooperazione al femminile

Mercoledì 10 marzo dalle 18.15 Euricse e l’Associazione Donne in Cooperazione organizzano un webinar dedicato al potenziale di cambiamento delle cooperative, soprattutto a favore dell’emancipazione femminile.

Durante l’incontro, ospitato su Zoom sarà proiettato il documentario sulla cooperativa Bhabishya – che in italiano significa “Creazione del futuro” – realizzato nella valle di Kathmandu da Around the World.coop con il sostegno dell’International Cooperative Alliance e del programma Coops4dev.

Il documentario sarà commentato dalla fondatrice di Around the World, Sara Vicari, dalla ricercatrice Euricse, Stefania Turri, e dalla presidente della cooperativa “La CoccinellaFrancesca Gennai. Dal dibattito e dall’esperienza professionale delle partecipanti, si metterà in evidenza il ruolo della cooperazione nel sostenere l’imprenditorialità e i percorsi individuali di empowerment, nella lotta alle discriminazioni e nell’innovazione.

Per partecipare al webinar è obbligatoria la registrazione a questo link.

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Published on 20/01/2021by redazione

World Cooperative Monitor 2020: aumenta il fatturato delle italiane nella classifica delle 300 organizzazioni più grandi

Presentata oggi la nona edizione del rapporto sulle cooperative mondiali realizzato da Euricse con l’International Cooperative Alliance

Nella nuova classifica delle cooperative Top 300 per fatturato ci sono 12 italiane per un valore totale di 72,9 miliardi di dollari, in crescita di 2,1 miliardi rispetto all’anno precedente. Il piazzamento migliore è di Coop (27° posto), seguita da Conad (28° posto). Le organizzazioni italiane valgono il 3,40% del fatturato totale dei 300 colossi cooperativi mondiali. Sul podio le due banche francesi Groupe Crédit Agricole e Groupe BPCE e la tedesca REWE group. Nel rapporto di quest’anno focus sulla risposta delle grandi cooperative all’emergenza Covid e sul tredicesimo obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite sull’azione climatica.

Scarica qui il World Cooperative Monitor 2020

Guarda qui il webinar

È stata presentata oggi con un webinar internazionale, al quale hanno partecipato più di duecento persone da tutto il mondo, la nona edizione del World Cooperative Monitor. La ricerca, basata sui dati finanziari 2018, curata da Euricse e dall’International Cooperative Alliance, esplora l’impatto economico e sociale delle più grandi realtà cooperative in tutto il mondo, stilando una classifica delle Top 300 e un’analisi settoriale, con riferimenti anche ai dati sull’occupazione.

“Il 2020 ci ha messi di fronte alla necessità di rispondere a una crisi sociale epocale senza deprimere le nostre economie. In questo contesto il modello cooperativo è, se possibile, ancora più di attualità. L’obiettivo del Monitor è di mostrare come le cooperative siano in grado di affrontare grandi sfide, attivando risorse importanti attraverso grandi organizzazioni, senza complessi di inferiorità”, ha evidenziato Gianluca Salvatori, segretario generale di Euricse.

I dati internazionali

Il fatturato complessivo delle 300 più grandi organizzazioni cooperative ha toccato quota 2.146 miliardi di dollari, con i settori agricoltura (104 imprese) e assicurazioni (101 imprese) a fare la parte del leone, seguite da commercio all’ingrosso e al dettaglio (57 imprese).

Se si guarda ai vertici della Top 300, il podio è rimasto saldamente nelle mani delle francesi Groupe Crédit Agricole e Groupe BPCE, rispettivamente prima e terza, con la tedesca REWE group in seconda posizione. La maggior parte delle organizzazioni in classifica sono situate nei paesi industrializzati: gli Stati Uniti contano 74 imprese, la Francia 44, la Germania 30 e il Giappone 24.

Il World Cooperative Monitor presenta anche una classifica di fatturato in relazione al PIL pro-capite, con l’obiettivo di mettere in relazione i dati economici alla ricchezza effettiva di ogni singolo paese. In questa seconda classifica le prime due posizioni della Top 300 vanno a due cooperative agricole indiane, IFFCO e la Gujarat Cooperative Milk Marketing Federation.

I dati italiani

Sono dodici le italiane nella classifica delle 300 cooperative più grandi: Coop, Conad, Unipol, Cattolica Assicurazioni, Reale Mutua, Agricola Tre Valli, GESCO, SACMI, CEF, Granlatte, Unione Farmaceutica Novarese e gruppo ITAS. Coop occupa la migliore posizione (27° posto). In dieci cooperative su dodici, il fatturato è aumentato rispetto al 2017, così come il fatturato complessivo delle organizzazioni italiane è salito da 67,3 miliardi di dollari nel 2017 a 72,9 miliardi nel 2018.

Con riferimento ai singoli settori, il miglior piazzamento italiano è della Società Anonima Cooperativa Meccanici Imola (SACMI), arrivata terza tra le industrie, seguita da Manutencoop, quarta in ambito servizi, e da Coop e Conad, rispettivamente settima ed ottava nel commercio.

Focus su Covid e SDG 13

Il World Cooperative Monitor 2020 dedica due sezioni alle sfide globali del Covid e del cambiamento climatico, con riferimento all’Obiettivo 13 di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Per quanto riguarda l’impatto della pandemia sulle cooperative, il settore si è dimostrato resiliente e innovativo. A prova di ciò, il Monitor mette in evidenza il caso studio della cooperativa Società mutualistica per artisti SMART, nata in Belgio ma ora presente anche in Italia, a sostegno dei suoi membri impiegati soprattutto nei settori della cultura. Come esempi concreti delle azioni di mitigazione del cambiamento climatico sono stati invece portati i casi della finanziaria olandese Rabobank e della cooperativa di consumatori inglese Midcounties.

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Published on 12/01/2021by redazione

World Cooperative Monitor, il lancio ufficiale il 20 gennaio

La nona edizione del rapporto sarà presentata con un webinar internazionale il 20 gennaio 2021

Mercoledì 20 gennaio 2021 alle 14 su Zoom, Euricse, assieme all’International Cooperative Alliance (ICA), presenterà la nona edizione del World Cooperative Monitor.

Il World Cooperative Monitor 2020 esplora l’impatto economico e sociale delle cooperative e delle mutue più grandi al mondo, mettendo a disposizione la classifica delle Top 300, le classifiche di settore, il focus sulla risposta alla crisi-Covid e un capitolo sul contributo al raggiungimento dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile Onu numero 13 (Agire per il clima).

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PROGRAMMA

INTRODUZIONE

Bruno Roelants, Direttore generale ICA

Gianluca Salvatori, Segretario generale EURICSE

PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO WCM 2020

Chiara Carini, Ricercatrice senior EURICSE

TAVOLA ROTONDA

Bruno Roelants, Direttore generale ICA

Gianluca Salvatori, Segretario generale EURICSE

Tarun Bhargava, General Manager (Cooperative Relations) IFFCO

Sarah de Heusch, Public Affairs Officer, SMART Belgio

Moderatore: Peter Westall, Chief Values Officer a Midcounties

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Published on 30/10/2020by redazione

Cooperative sociali trentine e imprese profit, nuove filiere produttive ed occupazionali

Al via il progetto Euricse finanziato da Fondazione Caritro con 14 partner locali e internazionali

Come sviluppare una maggiore collaborazione tra cooperative sociali e imprese trentine, favorendo l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate? Il nuovo progetto Euricse sulle filiere produttive ed occupazionali, finanziato da Fondazione Caritro e avviato oggi con un kickoff virtuale, metterà a disposizione del mondo cooperativo e imprenditoriale locale delle linee guida per la realizzazione di nuove forme di collaborazione. Alla presentazione online dell’iniziativa hanno partecipato i primi 14 partner: le cooperative Progetto 92, Alpi, Vales, Gruppo 78, Lavoro, Oasi Tandem, il consorzio Consolida, AM service, la Federazione Trentina della Cooperazione, l’Agenzia del Lavoro ma anche Confindustria, CIA Agricoltori Italiani e due network di imprese sociali internazionali, ENSIE (European Network of Social Integration Enterprises) e La féderation des enterprises d’insertion.

Il contesto

In provincia di Trento l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate è molto sviluppato, grazie alla presenza di 23 cooperative sociali di tipo B che hanno garantito occupazione stabile nel 2018 a oltre 500 lavoratori svantaggiati ai sensi della legge 381/1991. Più in generale, nello stesso anno, complessivamente, sono state inserite quasi 2000 persone con difficoltà occupazionali grazie alle diverse politiche attive del lavoro locali. Si tratta prevalentemente di persone con disabilità fisica o invalidità psichica, ma sempre più l’inserimento lavorativo si rivolge anche a nuove categorie marginalizzate dal mercato del lavoro, come i giovani NEET.

Nonostante le cooperative sociali trentine si presentino mediamente ben strutturate ed economicamente stabili, nonché attive in settori sufficientemente eterogenei, si osserva come – più che in altri territori – esse producano comunque beni e servi prevalentemente a favore dell’ente pubblico. In base ai dati ImpACT di Euricse, infatti, in media le loro entrate sono generate al 62% da contratti con la PA.

Il progetto sulle filiere produttive e occupazionali

Per poter crescere e svilupparsi ulteriormente, ma anche per offrire sempre più occupazioni e specializzazioni ai lavoratori svantaggiati, le cooperative sociali trentine possono quindi trovare nuove opportunità nell’aprirsi alla produzione su committenza privata, instaurando rapporti più strutturati con il tessuto produttivo locale, puntando alla generazione di partnership e di filiere – anche con contratti di rete – con le imprese trentine.

La ricerca di Euricse, avviata ufficialmente venerdì 30 ottobre 2020 con un incontro di kickoff online al quale hanno partecipato i rappresentanti delle 14 realtà coinvolte, ma che conta di coinvolgere in itinere numeri crescenti di imprese, metterà a disposizione una “cassetta per gli attrezzi” per la sperimentazione di nuove pratiche e nuove azioni.

Partendo dallo stato dell’arte in Trentino, e prendendo spunto da quanto avviene nel resto d’Italia e in altri paesi europei, Euricse studierà i settori in cui le cooperative sociali trentine potrebbero realizzare nuove partnership, le modalità secondo le quali strutturarle e gli strumenti normativi e di policy che possono incentivarle.

Inoltre, lo studio aprirà lo sguardo anche alle categorie di soggetti fragili che attualmente non sono inclusi nelle categorie di svantaggio riconosciute, come i NEET, i detenuti e gli over 50 provenienti dalla mobilità. La presenza tra i partner di realtà come Confindustria e CIA permetterà ai ricercatori di entrare in contatto con la “sensibilità” delle imprese ad aprirsi alla collaborazione con le cooperative sociali.

“Il rafforzamento dei rapporti tra cooperative sociali e imprese trentine – ha commentato la ricercatrice di Euricse Sara Depedri – ha un forte potenziale economico e sociale, anche perché finora è stata troppo poco esplorata e praticata a livello locale. Ci sono opportunità di generazione di filiere locali e di innovazioni di prodotto, ma deve essere anche un lavorare insieme con la volontà e la motivazione di valorizzare le persone più fragili.”

“Questa iniziativa costituisce un impegno concreto – ha sottolineato Filippo Manfredi, direttore generale di Fondazione Caritro – per comprendere le linee di possibile sviluppo tra imprese e cooperative sociali. Si tratta di un progetto di ricerca che permette di individuare ostacoli e lacune, ma al contempo anche soluzioni. Con questa iniziativa Fondazione Caritro ribadisce quanto fatto sinora in termini di creazione di partnership virtuose che permettano di contribuire all’inserimento lavorativo delle categorie più fragili”.

 “L’interesse del consorzio al progetto è legato all’esigenza crescente di collaborare con il mondo delle imprese profit così da ampliare i contesti facilitanti per l’inclusione e l’inserimento lavorativo delle persone più vulnerabili”, ha evidenziato Serenella Cipriani, presidente Consolida. “È importante per noi perseguire questa direzione all’interno di un percorso condiviso di ricerca e analisi che ci aiuti a rivedere le nostre prassi anche alla luce dei nuovi strumenti, giuridici ed organizzativi, che si stanno facendo strada”.

 “Riteniamo di vero e concreto impatto ciò che il titolo del progetto “Filiere produttive e occupazionali” indica in sintesi, vale a dire l’obiettivo di offrire alle cooperative sociali trentine di tipo B, spunti di riflessione e linee guida per la realizzazione di nuove forme di collaborazione con le imprese profit, sperimentando azioni di filiera anche con eventuali rapporti di partnership più strutturati”, è intervenuta Maria Cristina Poletto, responsabile Education e Formazione di Confindustria.

 “L’agricoltura – ha messo in evidenza il presidente di CIA Trentino Paolo Calovi – da sempre svolge un’azione sociale ed un ruolo formativo e ricreativo rivolto anche alle persone più fragili. Si tratta, anche in Trentino, di proseguire su questa strada utilizzando al meglio quanto già costruito nel rispetto della legislatura esistente”.

“Ci fa molto piacere partecipare a questo progetto con le cooperative sociali soprattutto in un momento nel quale l’emergenza Covid e la crisi correlata sta causando ulteriori difficoltà occupazionali ai più deboli”, ha fatto notare Laura Pedron, dirigente dell’Agenzia del Lavoro. “La tematica dell’inserimento lavorativo è sempre importante, ma nei momenti di recessione il rischio di dimenticarsi degli ultimi aumenta”.

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Published on 22/09/2020by redazione

Coop cinema, un viaggio intorno al mondo

Documentari e discussioni sull’economia cooperativa nel mondo

Un viaggio intorno al mondo in tre seminari che raccontano l’economia cooperativa attraverso il lavoro di Around the World.coop e i commenti di  Euricse“Coop cinema” è una serie di eventi online da ottobre a dicembre che prevedono la proiezione di una selezione di documentari prodotti da Sara Vicari e Andrea Mancori, seguiti dalle riflessioni dei nostri ricercatori su temi chiavi come i modelli cooperative, la governance, il futuro del lavoro e lo sviluppo locale.

Il primo episodio della serie si intitola “Dare potere ai lavoratori”. Il 7 ottobre alle 17 proietteremo due documentari dedicati alla cooperativa di New York Up&Go e alla Cheeseboard Collective di Berkeley, in California. Accanto ai membri di Around the World e ai loro sostenitori interverranno Riccardo Bodini, direttore di Euricse, e la ricercatrice Giulia Galera, per discutere con i partecipanti i temi chiave dell’economia cooperativa.

Per ricevere il link Zoom dell’evento, registratevi qui. Sarà comunque possibile seguire il webinar in diretta Facebook sulla pagina di Euricse.

aroundtheworld.coop è un progetto ideato e sviluppato da Andrea e Sara, una coppia sposata che ha deciso di mettere insieme le proprie passioni e abilità e intraprendere un’esperienza di vita elettrizzante: viaggiare per il mondo per un anno, documentando diversi tipi di cooperative in tutti i continenti. In particolare, il progetto è stato possibile anche grazie alla partnership con l’Alleanza Cooperativa Internazionale (International Cooperative Alliance) ed i suoi uffici regionali. 

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Published on 16/09/2020by redazione

L’economia sociale nella transizione ecologica

L’evento di Euricse al Festival dello Sviluppo Sostenibile Asvis on line il 29 settembre 2020

A livello europeo c’è convergenza tra due grandi direttrici di sviluppo per i prossimi anni.  Il tema della sostenibilità, ancorato al Green Deal, funge da bussola per la programmazione economica e per il Next Generation EU. La “strategia verde”, a sua volta, si sposa con un’altra scelta della Commissione Europea: il Piano d’azione per l’economia sociale, con il documento di policy in arrivo nella seconda metà del 2021.

La tavola rotonda “L’economia sociale nella transizione ecologica”, organizzata per il 29 settembre 2020 da Euricse nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile 2020, porta tre esperienze significative e collaudate che da anni lavorano nel settore della sostenibilità ambientale: la rete di cooperative sociali CAUTO di Brescia nel ciclo dei rifiuti, Unicoop Firenze nel business del consumo e Sev Alto Adige nell’energia. Sono tre voci che vanno nella stessa direzione e che testimoniano come i soggetti dell’economia sociale possono interpretare con successo l’imperativo della sostenibilità.

L’evento online è aperto a tutti e si potrà seguire in diretta streaming sulla pagina Facebook di Euricse.

Interverranno: Gianluca Salvatori, segretario generale Euricse, Daniela Mori, presidente del consiglio di sorveglianza Unicoop Firenze, Michele Pasinetti (direttore generale rete CAUTO) e Rudi Rienzner (ceo Sev Alto Adige).

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Published on 13/09/2019by redazione

WIS19, misurazione e partecipazione attiva per aumentare il valore sociale

Il valore sociale ha spesso un valore economico, ma non può prescindere da concetti come appartenenza, autostima, benessere, sensibilità, autodeterminazione. Proprio nell’equilibrio tra queste due dimensioni risiede il “valore complessivo” dell’impresa sociale. Al 17° Workshop sull’Impresa Sociale (WIS), organizzato da Iris Network a Riva del Garda il 12 e il 13 settembre, la ricercatrice Euricse Sara Depedri è intervenuta nella prima plenaria proponendo una riflessione su questo tema.

“Per evitare il rischio della deriva imprenditoriale – ha spiegato Depedri davanti a una platea di circa 300 persone – le imprese sociali devono aggiornare la propria mission inserendo elementi concreti di valore sociale, monitorabili e valutabili”. Questa necessità di misurazione si esprime a livello micro, guardando al benessere generato nei confronti del singolo, meso, in riferimento all’organizzazione, e macro, analizzando le ricadute per il territorio e la comunità.

Sara Depedri, ricercatrice Euricse, durante il suo intervento in plearia al WIS19

Portando esempi concreti dei tre livelli – dall’impatto per le famiglie, i lavoratori, al coinvolgimento della base sociale e alla composizione dei cda, per finire con l’importanza della rete –, la ricercatrice di Euricse ha indicato le strategie per far crescere il valore sociale. “Esso aumenta quando è condiviso, quando ci si relazione con la cittadinanza e quando si realizza l’analisi della domanda”, ha sottolineato. “Vanno quindi adottati strumenti e indicatori adeguati, si deve investire nella co-progettazione e nella partecipazione attiva e, ultimo ma non meno importante, vanno sfruttate le opportunità derivanti da obblighi quali la valutazione di impatto sociale”.

La sessione parallela curata da Sara Depedri e Carlo Borzaga

Nel pomeriggio, Depedri ha poi curato, assieme al presidente di Euricse, Carlo Borzaga, una sessione parallela sul valore del lavoro nell’impresa sociale “Non un gioco di parole ma fatti”, durante il quale alcuni protagonisti del nonprofit italiano hanno potuto presentare le bestpractices che migliorano la qualità dell’occupazione nelle loro realtà: le cooperative Cauto di Brescia, Panta Rei di Verona, Ergo di Treviso e Itaca di Pordenone, la fondazione Esodo di Verona e il consorzio Il Mosaico di Udine.

Carlo Borzaga, presidente di Eurisce, introduce la plenaria sulle radici della diseguaglianza

L’ultimo appuntamento della giornata di giovedì 12 settembre è stato con la plenaria introdotto da Carlo Borzaga e intitolata “Agire sulle radici economiche della diseguaglianza: il ruolo dell’impresa sociale”, con il keynote speech di Maurizio Franzini, professore di Politica economica all’Università La Sapienza di Roma.

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Published on 25/06/2019by redazione

Finanza responsabile e innovazione sociale, il 10° workshop internazionale

Le problematiche e le prospettive di crescita della finanza responsabile e cooperativa sono al centro del 10° workshop organizzato giovedì 20 e venerdì 21 giugno a Trento (Dipartimento economia e management Università di Trento) da Euricse in collaborazione con Federcasse e l’Associazione europea delle banche cooperative (EACB). Due giornate di sessioni plenarie con quaranta docenti e ricercatori provenienti da 10 Paesi tra Europa, Giappone, India e Filippine, per analizzare lo scenario attuale della finanza e le possibilità di innovazione sociale del settore.

Una finanza e un’economia realmente produttive hanno l’obbligo di preoccuparsi delle conseguenze, soprattutto a lungo termine, delle loro attività. Questo perché – anche a causa dei cambiamenti demografici e della crisi fiscale dello Stato – è aumentata l’attenzione generale nei confronti di un’economia basata sulla relazione, con l’apertura di prospettive interessanti per le attività che richiedono investimenti in salute e servizi alla persona, nell’industria verde e nella difesa dell’ambiente. Le banche cooperative ed etiche, i fondi alternativi e le istituzioni finanziarie che hanno saputo investire sull’innovazione sociale hanno, quindi, dimostrato grandi potenziali.

È partito da questi presupposti il workshop organizzato da Euricse, Federcasse (la Federazione italiana delle BCC e Casse Rurali) e EACB. Nelle sei sessioni previste sui due giorni, con relatori provenienti da istituzioni e università internazionali, si è parlato di fusioni nelle banche cooperative europee, finanza sostenibile e green economy, prestiti non performanti, problemi di governance delle banche cooperative, con uno sguardo alle esperienze in Asia meridionale (India e Bangladesh) e in Europa dell’Est, in particolare la Russia rurale. Tra i focus a livello nazionale quello su fusioni, governance, riforme e rischi delle banche cooperative italiane.

Storicamente il Trentino è stato culla di forme di credito alternativo al commerciale, dimostrando così una notevole capacità di innovazione. Lo stesso modello di credito cooperativo risk-based adottato con la recente riforma è una novità a livello internazionale. Per questo è interessante continuare ad approfondire le potenzialità e i limiti di questo settore in un seminario come quello che si apre oggi

Carlo Borzaga, presidente Euricse

La finanza deve ambire a rafforzare la relazione tra offerta e domanda di capitale, superando la separazione tra investitori e riceventi che è cresciuta negli ultimi decenni. Il capitale dovrebbe essere incanalato verso la creatività e l’utilità calcolate in modo olistico, ovvero la finanza deve tornare ad essere ‘al servizio’ e non padrona

Silvio Goglio, dipartimento Economia e Management, Università di Trento
Da sinistra, Silvio Goglio, Franco Bazzana (Direttore Dipartimento Economia e Management) e Carlo Borzaga

Un nostro recente studio ha confermato il contributo positivo dell’intensità mutualistica che si vive in una BCC all’andamento economico locale; fattore che ha permesso alle banche di comunità di essere strumento essenziale nel mitigare l’impatto della recessione. E questo, grazie alle loro caratteristiche peculiari in termini di flessibilità del modello organizzativo, forte radicamento nel territorio, attenzione alla redditività, alla generazione di valore sociale e all’impatto culturale

Augusto dell’Erba, presidente di Federcasse

La ricerca è la chiave per raggiungere una piena comprensione del ruolo delle banche cooperative e del loro contributo alla stabilità del sistema finanziario, oltre all’importante ruolo in seno alla finanza responsabile. Con l’obiettivo di colmare il gap nella letteratura scientifica sulle banche cooperative, EACB ha lanciato un think tank a tema, un network di ricercatori a livello internazionale e un premio per giovani ricercatori

Hervé Guider, general manager EACB
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Published on 14/06/2019by redazione

Finanza responsabile e cooperativa, il workshop a Trento

Le problematiche e le prospettive di crescita della finanza responsabile e cooperativa sono al centro del 10° workshop organizzato il 20 e il 21 giugno a Trento (Dipartimento economia e management Università di Trento) da Euricse in collaborazione con Federcasse e l’Associazione europea delle banche cooperative (EACB). Due giornate di sessioni plenarie con quaranta docenti e ricercatori provenienti da tutta Europa, dall’India e dalle Filippine, per analizzare lo scenario attuale della finanza e le possibilità di innovazione sociale del settore.

Una finanza e un’economia realmente produttive hanno l’obbligo di preoccuparsi delle conseguenze, soprattutto a lungo termine, delle loro attività. Questo perché – anche a causa dei cambiamenti demografici e della crisi fiscale dello Stato – è aumentata l’attenzione generale nei confronti di un’economia basata sulla relazione, con l’apertura di prospettive interessanti per le attività che richiedono investimenti in salute e servizi alla persona, nell’industria verde e nella difesa dell’ambiente.

Nelle sei sessioni previste sui due giorni di workshop, con relatori provenienti da istituzioni e università internazionali, si parlerà di fusioni nelle banche cooperative europee, finanza sostenibile e green economy, prestiti non performanti, problemi di governance delle banche cooperative, con uno sguardo alle esperienze in Asia meridionale (India e Bangladesh) e in Europa dell’Est, in particolare la Russia rurale. Tra i focus a livello nazionale quello su fusioni, governance, riforme e rischi delle banche cooperative italiane.

Qui il programma del workshop

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Published on 10/06/2019by redazione

Francesca Gagliardi: “Io, visiting a Euricse per studiare il modello cooperativo italiano”

Francesca Gagliardi, University of Hertfordshire

È arrivata direttamente dalla University of Hertfordshire (UK) e per dieci giorni si è calata nel mondo di Euricse. Con un obiettivo: indagare più da vicino il modello cooperativo italiano per capire cosa, a livello storico e istituzionale, lo renda tanto particolare. Francesca Gagliardi, originaria di Rende (Cosenza),  più di 14 anni fa è partita per l’Inghilterra. «Sarei dovuta rimanere solo un anno – confida – per un master in economia all’Università di York, dopo il conseguimento della laurea in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università della Calabria. E invece, mi sono appassionata alle ricerche sul ruolo delle istituzioni nei processi di cambiamento socio-economico e ho proseguito gli studi con un PhD alla University of Hertfordshire».

Da lì non si è più fermata.

Dopo aver vinto nel 2008 il premio Horvat-Vanek dell’International Association for the Economics of Participation, nel 2009 è diventata Lecturer alla University of Hertfordshire e a seguire Senior Lecturer, per poi essere nominata Reader in Institutional Economics per lo stesso Ateneo nel 2015. Un percorso che ha affrontato ponendosi, anzitutto, una domanda: quale dovrebbe essere il ruolo di un economista nella società contemporanea? «Mi sono risposta che ciò che più conta è la capacità di comprendere le complesse dinamiche che governano il funzionamento di diversi contesti socio-economici, provando così a incidere sulle decisioni dei policy makers – spiega – Ciò significa andare in profondità senza limitarsi a numeri e modelli che, se pur importanti, spesso rischiano di restare alla superficie delle cose».

Da qui, l’esperienza da Visiting Researcher in Euricse, ritenuta la realtà migliore per approfondire gli studi sul settore cooperativo italiano. Gagliardi è infatti assegnataria di una borsa di ricerca con la Independent Social Research Foundation dedicata a “The Political Economy of Cooperative Firms: Historical and Comparative Perspectives”. Il suo obiettivo è capire quali sono le dinamiche che favoriscono un buon funzionamento del settore cooperativo, sfatando il luogo comune – ancora molto diffuso a livello accademico ma anche tra policy makers – secondo cui le cooperative  sono una forma d’impresa generalmente capace di offrire un contributo limitato all’attività economica . Un’analisi che ha deciso di concentrare su tre Paesi: Inghilterra, Olanda e Italia: «Ho scelto questi tre Stati perché, oltre a presentare significative differenze in termini di struttura e performance delle imprese cooperative, sia attualmente che da un punto di vista storico, essi rappresentano tre diversi tipi di capitalismo, rispettivamente un’economia di mercato liberale, un’economia di mercato coordinata e un capitalismo di tipo mediterraneo. Classificazioni anche discutibili, volendo, ma comunemente riconosciute in ambito accademico». Di ognuna di queste realtà, Gagliardi sta indagando la dimensione storica, istituzionale e culturale avvalendosi anche degli studi già sviluppati da Euricse. In particolare, nel periodo di Visiting dal 27 maggio al 6 giugno, si è concentrata sulla raccolta di informazioni riguardanti bilanci patrimoniali e microdati occupazionali che la aiuteranno a inquadrare il sistema cooperativo italiano.

«Ho conosciuto Euricse 10 anni fa in quanto fui invitata da loro a tenere un seminario di ricerca a Trento ed è una realtà che negli anni ho sempre seguito, anche a distanza, apprezzandone la solidità e la competenza, riconosciuta a livello internazionale, nello studio del fenomeno cooperativo e delle imprese sociali. Per questo – conclude Gagliardi –  è stato un piacere poter collaborare con questa bellissima squadra, ampliando ulteriormente il network dei miei contatti e ponendo la basi per sviluppare future collaborazioni».

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Published on 29/10/2018by redazione

Online il ranking Euricse-ICA sulle più grandi cooperative al mondo

World Cooperative Monitor, l’edizione 2018 è dispoibile

Groupe Crédit Agricole al Top per fatturato, dieci italiane nella classifica

E’ la settima edizione ed è già disponibile online per una libera consultazione. L’Alleanza internazionale delle Cooperative (ICA) e l’Istituto europeo di ricerca sull’impresa cooperative e sociale (Euricse) hanno pubblicato la versione 2018 dell’annuale del World Cooperative Monitor. Il rapporto traccia il perimetro, misura il peso e indica le dimensioni del movimento cooperativo globale, definendo al tempo stesso la classifica delle più grandi organizzazioni al mondo, mutue e cooperative. L’esito è un ranking delle Top 300, con analisi settoriali basate sui dati finanziari del 2016.

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Published on 17/07/2018by redazione

Strumenti finanziari per le imprese sociali, la nuova ricerca internazionale

Con il kick-off di pochi giorni fa sono formalmente partiti i lavori. Dopo aver partecipato a una procedura selettiva promossa dall’ILO, l’organizzazione internazionale del lavoro (International Labour Organization), Euricse ha vinto un contratto per condurre una ricerca internazionale dedicata all’approfondimento degli “Strumenti finanziari per gli ecosistemi dell’economia sociale e solidale”. Sostenuto dal ministero del lavoro del governo del Lussemburgo, lo studio intende amplificare la conoscenza dei meccanismi finanziari che sostengono e al tempo stesso consolidano l’economia sociale e solidale. Quanto ai destinatari, la ricerca fornirà risposte utili ad amministratori pubblici, imprese, soci privati. Di più: l’intento è definire le fondamenta conoscitive necessarie per sfruttare – al meglio – le potenzialità di un sistema, quello dell’economia sociale e solidale, capace di innovare, promuovere sviluppo sostenibile e giustizia sociale, nonché generare occupazione dignitosa.

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