Per chi e per quanti opera la cooperazione sociale?

Research Area: Management & Governance
Edited by: Silvia Rensi

La cooperazione sociale è stata, fin dal suo apparire, oggetto di molteplici attività di ricerca (Borzaga e Ianes, 2006). Le ragioni di questa attenzione sono di origine diversa: il carattere innovativo del modello giuridico, non riconducibile alle tradizionali forme di organizzazione dell’azione economica e sociale (imprese di capitali, ma anche attori nonprofit e dell’economia sociale); oppure il fatto di operare in ambiti di welfare attraverso modelli di servizio innovativi; o, ancora, la capacità di mobilitare e combinare risorse di diversa natura e provenienza.
Ma a prescindere dall’oggetto di analisi, l’interesse maggiore è quello per le modalità gestionali e le soluzioni organizzative che queste imprese adottano allo scopo di mantenere in equilibrio una missione esplicitamente orientata all’esercizio di una funzione pubblica (“l’interesse generale della comunità”) con assetti imprenditoriali in grado di sostenere processi produttivi “in via stabile e continuativa”, facendo leva su meccanismi di generazione del valore – scambi di mercato, redistribuzione, reciprocità – che tradizionalmente appaiono inconciliabili e ascritti a specifiche sfere istituzionali (Stato, mercato, società civile) (Provasi, 2006).

Il presente documento fa parte del Terzo rapporto Euricse | 2015 “Economia cooperativa. Rilevanza, evoluzione e nuove frontiere della cooperazione italiana“.

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