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Published on 19/05/2021by euricse

Progettone: un successo per ambiente, comunità ed economia del Trentino

Presentata la ricerca di Euricse sull’impatto sociale ed economico dell’intervento pubblico nato nel 1985

Il Progettone in Trentino è efficiente ed efficace dal punto di vista produttivo, occupazionale e sociale. Inoltre, ogni euro speso dall’ente pubblico per questo strumento di politica del lavoro “raddoppia” il suo valore sul territorio a fronte di un costo netto di soli 5,3 euro per ora lavorata. A sostenere il successo dell’iniziativa, che dalla sua introduzione nel 1985 ha dato occupazione ogni anno a numeri crescenti di lavoratori fino ad una media di 1800 posti all’anno (di cui 150 nuove assunzioni), è la ricerca Euricse “L’impatto sociale ed economico del Progettone”, realizzata nell’ambito dell’accordo di programma con la Provincia, e presentata oggi nei Giardini del Castello del Buonconsiglio. “Questa esperienza potrebbe essere estesa ai percettori di reddito di cittadinanza e la sua logica di fondo potrebbe essere applicata anche ai giovani colpiti dalla crisi Covid”, ha detto il presidente di Euricse, Carlo Borzaga.

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La dimensione produttiva e occupazionale

Quasi 500 interventi ambientali, tra manutenzione delle aree verdi, aree di sosta e piste ciclabili, e più di 300 sedi di lavoro per la realizzazione di servizi di pubblica utilità (come quello di presidio e custodia di musei, castelli e biblioteche). Un numero crescente di occupati – erano meno di 1000 nel 2008, negli ultimi anni sono saliti a una media di 1.800 – ai quali vengono offerti un contratto stabile (per l’80% si tratta di posizioni a tempo indeterminato) e una garanzia di vita dignitosa. Sono questi i principali numeri del Progettone, con riferimento al 2018, evidenziati nel nuovo rapporto di Euricse – realizzato dal gruppo di lavoro formato da Eddi Fontanari, Sara Depedri e Carlo Borzaga – per valutare con metodologie di ricerca quantitativa e qualitativa l’efficienza, l’efficacia e gli impatti dello strumento di politica del lavoro istituzionalizzato con la legge provinciale n.32/90.

Per quanto riguarda i destinatari, il Progettone ha dimostrato la sua flessibilità favorendo progressivamente l’occupazione – oltre alle categorie tradizionali degli usciti dal mercato del lavoro in anni prossimi al pensionamento – alle donne, attraverso l’estensione alle attività del terziario, e a persone fragili, attraverso l’istituzione nel 2010 del Progettone sociale, che nel 2020 contava 109 lavoratori.

La funzione sociale del Progettone è evidenziata dalle concrete difficoltà di reimpiego delle persone nel mercato del lavoro ordinario a causa dell’età media elevata e di disagi o difficoltà allo svolgimento delle mansioni (il 57% dei sottoposti a visita sanitaria presenta limitazioni fisiche o prescrizioni mediche). Grazie alla realizzazione di contesti lavorativi personalizzati, il Progettone è riuscito a rendere le persone ampiamente produttive: lo dimostrano i dati delle assenze per malattia o infortunio, limitate al 4,8% di perdite di ore lavorabili nel 2019.

L’impatto economico

Se la spesa pubblica destinata al finanziamento del Progettone appare molto significativa nel suo valore assoluto (38,6 milioni di euro nel 2018), le analisi economiche dimostrano comunque che essa produce anche delle ricadute indotte sul sistema economico provinciale. L’effetto moltiplicativo stimato dimostra come l’incidenza del Progettone sull’economia provinciale venga sostanzialmente raddoppiata: per ogni euro speso viene attivato un ulteriore euro di valore della produzione. Inoltre, l’applicazione di un’analisi costi-benefici, in cui si confrontano tutte le uscite e le entrate generate dall’intervento per le pubbliche amministrazioni, evidenzia che – tenendo conto dei risparmi generati dalla riduzione dell’erogazione di ammortizzatori sociali e dai flussi contributivi sugli inseriti in Progettone – la Provincia nel 2018 ha sostenuto un costo netto di soli 15,7 milioni, ovvero 5,3 euro per ora lavorata. Una cifra nettamente inferiore allo stesso stipendio orario previsto dal contratto di lavoro e di gran lunga inferiore al costo che sarebbe derivato dalla separazione tra interventi a sostegno del reddito dei disoccupati e finanziamento dei lavori di ripristino.

Il segreto del successo

Il Progettone è un modello unico a livello nazionale, molto diverso dai tradizionali lavori socialmente utili gestiti direttamente da soggetti pubblici. Il successo dell’iniziativa, si legge nella ricerca Euricse, è garantito da un collaudato ma flessibile sistema di gestione tecnica ed amministrativa tra Provincia e i soggetti gestori (Consorzio Lavoro Ambiente, Consolida e cooperativa sociale “Il lavoro”), regolato da una convenzione che riesce a contemperare il fine pubblico con modalità privatistiche di gestione dei lavoratori, mantenendo saldo il principio dell’assenza di profitto.

“Questa ricerca è particolarmente rilevante oggi perché cade in un periodo con una situazione economica ed occupazionale per molti versi simile alla metà degli anni ’80”, ha spiegato il presidente Euricse, Carlo Borzaga. “L’esperienza del Progettone dovrebbe essere resa più visibile a livello nazionale come strumento di politica attiva del lavoro e, perché no, potrebbe essere estesa ai percettori di reddito di cittadinanza e, a partire dalla sua logica di fondo, estesa anche ai giovani disoccupati della crisi Covid”.

“Il Trentino una volta di più si è dimostrato un laboratorio. Questo progetto nasce nel 1985 e da allora è continuamente cresciuto offrendo un bell’esempio di collaborazione tra pubblico e privato. Si è data la possibilità a persone in difficoltà di trovare una occupazione – che è diverso da un reddito, perché include anche la dignità – e dall’altra si è fatto un lavoro importante a favore del nostro territorio, dell’ambiente, dell’ecologia. Tutto questo dimostra anche la forza della nostra speciale autonomia”, ha evidenziato il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, Roberto Simoni.

“La Provincia continua a investire nel Progettone perché, negli oltre trent’anni di esistenza, si è dimostrato un utile strumento di politica del lavoro che restituisce dignità ai lavoratori, offrendo al contempo validi servizi di manutenzione del territorio e per la collettività“, ha detto Maurizio Mezzanotte, dirigente del Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale (SOVA) della Provincia autonoma di Trento.

“In particolare in quest’ultimo anno caratterizzato dalla pandemia il Progettone ha dimostrato da un punto di vista occupazionale e di risposta alle esigenze del territorio di essere uno strumento attuale che anzi guarda al futuro”, ha commentato Germano Preghenella, presidente del Consorzio Lavoro Ambiente.

“Il Progettone è importante per la cooperazione sociale trentina perché è uno strumento di politica attiva del lavoro che ci permette di fare inclusione sociale, inserimento lavorativo di persone che sono deboli  o fragili e in più ci permette di farlo dando loro un lavoro, dando loro dignità e benessere psico-fisico e farlo dentro luoghi di inclusione perché la maggior parte delle persone impiegate da noi sono all’interno di servizi alla persona”, ha concluso la presidente di Consolida, Serenella Cipriani.

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L’impatto sociale ed economico del Progettone

Dal 1990 tra le politiche attive del lavoro promosse dalla Provincia Autonoma di Trento si annovera il Progettone. Se paragonato ad altre esperienze non solo nazionali di “lavori socialmente utili” il Progettone ha una caratteristica unica: fin dall’inizio esso si è basato sulla collaborazione tra Provincia e cooperative. Dopo ormai oltre tre decenni di attività è maturata la necessità di domandarsi se e quanto il perseguimento dell’efficacia e dell’equità occupazionale sia riuscito a mantenersi in equilibrio con l’efficienza produttiva degli interventi e, quindi, con l’uso delle risorse pubbliche. Per rispondere a questa domanda Euricse ha impostato il progetto di ricerca “L’impatto sociale ed economico del Progettone”, finanziato nell’ambito dell’Accordo di Programma con la Provincia Autonoma di Trento. Nel primo capitolo del rapporto si ricostruiscono l’evoluzione del Progettone e delle norme che lo hanno regolato e i principali dati storici disponibili con riguardo sia alla numerosità e alle caratteristiche dei lavoratori inseriti che alle risorse finanziarie impiegate. Il secondo e il terzo capitolo si concentrano sugli approfondimenti per l’anno 2018, l’unico per il quale è stato possibile ottenere una banca dati sufficientemente completa. Nel secondo, in particolare, si approfondisce la ripartizione della spesa per tipologia di interventi e di lavoratori inseriti e per territori interessati e si conclude con l’analisi di impatto della misura sull’economia provinciale per lo stesso anno. Nel terzo capitolo si valuta invece l’impatto sociale ed economico del Progettone, riflettendo nello specifico sulla dimensione occupazionale e sulla qualità del lavoro, e, soprattutto, riportando i risultati dell’analisi costi-benefici condotta depurando le uscite complessive contabilizzate dalla Provincia Autonoma di Trento (PAT) per il Progettone con le entrate e i risparmi di spesa pubblica (non solo a favore della PAT) determinati dalla misura.

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Published on 14/05/2021by euricse

Manager del sociale, la community degli ex-corsisti Master GIS a quota 400

Aperte le iscrizioni alle 26° edizione del master universitario in Gestione di imprese sociali

Agricoltura sociale, finanza etica, servizi socio-assistenziali ed educativi, inserimento lavorativo di persone svantaggiate: questi sono solo alcuni dei settori nei quali i 400 diplomati del Master in Gestione di imprese sociali hanno trovato occupazione al termine del percorso formativo curato da Euricse e dall’Università di Trento. Oggi, contestualmente alla firma della convenzione triennale che regolamenta i rapporti tra l’istituto di ricerca e l’ateneo, sono state aperte le iscrizioni per la 26° edizione ed è stato annunciato per il prossimo 10 giugno l’Open Day virtuale di presentazione delle novità e delle attività in programma.

La community di ex-corsisti

“Questo master, che è il più antico corso annuale di formazione dedicato al nonprofit in Italia, ha una storia importante, fondata sul rapporto con l’Università di Trento e in particolare con i tre dipartimenti di Giurisprudenza, Economia e Management e Sociologia. I risultati dell’elevato livello di questa esperienza formativa si vedono anche nei tassi di placement, vicini al 90%”, ha detto il presidente di Euricse, Carlo Borzaga.

Era il 1995 quando l’Istituto Studi Sviluppo Aziende Non profit (ISSAN) dell’Università di Trento – oggi Euricse – promosse la prima edizione del Master sotto forma di corso post-laurea di 150 ore. Più di un quarto di secolo dopo la community di ex-corsisti – che grazie al Master ha mantenuto strette relazioni con una consolidata rete di organizzazioni, professionisti e corpo docente – ha festeggiato il traguardo dei 400 componenti. Oggi gli ex studenti sono dirigenti, manager, funzionari di imprese sociali, cooperative sociali, consorzi, fondazioni, associazioni di volontariato, RSA, associazioni nazionali di categoria e aziende non-profit in generale. “Sono tutte persone accomunate da una sola, forte motivazione: migliorare la qualità della vita delle persone, cercando risposte imprenditoriali ai bisogni sociali delle comunità; è questa voglia di ‘impatto positivo’ che, in definitiva, unisce la nostra community”, spiega il referente e tutor d’aula di Euricse, Alessandro Caviola.

Il rinnovo della convenzione

Convenzione Università di Trento – Euricse. 14 Maggio 2021, Euricse. Il momento della firma, a destra il prof. Carlo Borzaga e a sinistra il Rettore Flavio Florian.

Apprezzamento sul percorso di studio è stato espresso anche dal rettore Flavio Deflorian, che oggi ha fatto visita alla sede di Euricse per la firma della convenzione triennale che regolamenta i rapporti tra le due istituzioni per quanto concerne gli aspetti organizzativi, amministrativi e finanziari del Master. Il master attribuisce 60 crediti formativi per 1500 ore tra didattica e tirocini, con un numero minimo di 16 e un massimo di 25 iscritti. “Nei prossimi anni, per affrontare gli effetti gravi che la pandemia ha generato sull’economia e sulla società, ci sarà bisogno di alleanze. Sappiamo che il pubblico verrà chiamato a riforme e interventi importanti, ma non potrà operare da solo. Una delle realtà con le quali dovrà sviluppare alleanze è quella del Terzo settore. Proprio per questo, la professionalizzazione di chi si occupa e opera nell’economia sociale e nella cooperazione, diventa determinante per la qualità della ripartenza e per garantire quegli elementi di inclusività oggi così importanti. La partnership del nostro Ateneo con Euricse va in questa direzione, quella di approfondire ulteriormente conoscenze, scambiare competenze, allargare su scala internazionale il confronto con le migliori pratiche in questo settore”, ha sottolineato il rettore.

Aperte le iscrizioni alla 26° edizione

Oggi sono state aperte le iscrizioni alla 26° edizione del Master GIS. Gli aspiranti corsisti possono accedere fin da subito al sito www.mastergis.eu per compilare l’application online. Le iscrizioni sono aperte fino all’11 ottobre con tutte le informazioni disponibili nel bando di ammissione online. La 26° edizione prevede docenze rinnovate e, grazie al sostegno di Fondazione Caritro, alcuni elementi innovativi di supporto alla didattica, tra i quali un MOOC (massive open online course) per l’approfondimento di alcune tematiche trattate in aula e una “guida multimediale alle competenze manageriali”. Il 10 giugno è in calendario l’Open Day virtuale di presentazione delle attività con la presenza del direttore del Master, Marco Bombardelli. Le lezioni dell’anno accademico 2021/2022 inizieranno a novembre 2021 e si concluderanno ad aprile 2022, per poi lasciare spazio ai 5 mesi di tirocinio in imprese sociali ed organizzazioni non profit nazionali ed europee.

La 25° edizione è stata condizionata dalla pandemia, ma la maggior parte della didattica si è svolta comunque in aula. In questi giorni sono partiti i tirocini dei 17 corsisti in organizzazioni del Terzo settore e in imprese sociali su tutto il territorio nazionale.

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Published on 11/05/2021by euricse

L’economia sociale in Italia. Dimensioni, caratteristiche e settori chiave

Lo studio “L’economia sociale in Italia. Dimensioni, caratteristiche e settori chiave”, curato da Carlo Borzaga, Manlio Calzaroni, Eddi Fontanari, Massimo Lori e al quale hanno collaboratoro
Chiara Carini, Mauro Caramaschi, Carla Troccoli e  Anna Berton, è il primo a fotografare nella sua interezza tutto il comparto formato da associazioni, cooperative, mutue, fondazioni e le altre istituzioni non profit come le imprese sociali. Oltre ad un quadro generale sulla struttura e il peso dell’economia sociale, l’indagine si concentra sul profilo dei lavoratori e i dati dell’occupazione. L’ultima parte del rapporto è dedicata a focus settoriali su sanità e assistenza sociale, istruzione e formazione, cultura, sport e ricreazione.
La collaborazione tra Istat ed Euricse è nata per ricomporre la frammentazione statistica dei dati sulle organizzazioni dell’economia sociale. Nel 2019 è stato pubblicato un primo rapporto che ha riguardato la sola componente delle imprese cooperative. La rappresentazione di un quadro unitario è precondizione per cogliere con precisione il ruolo economico e sociale e, di conseguenza, le modalità di sostegno e di controllo dell’economia sociale.

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Published on 28/04/2021by euricse

In aula la chiusura della didattica del Master GIS

I corsisti della 25°edizione hanno presentato i loro progetti. A breve partiranno i tirocini

di Luca De Pascale

Il percorso accademico degli studenti del Master GIS è terminato il 22 aprile con un evento durante il quale i nostri corsisti hanno presentato i progetti sui quali stavano lavorando da sei mesi.  

Potersi incontrare “dal vivo” in aula, considerando che la 25° edizione si è sviluppata in un periodo molto critico come quello della pandemia, ha reso ancora più significativo quest’ultimo incontro. La giuria accademica era composta dai docenti del Master GIS Francesca Fiori e Carlo Pasquini, dall’area formazione di Euricse formata da Paolo Fontana e Alessandro Caviola e dalle cooperative con cui i ragazzi hanno lavorato per lo sviluppo dei loro progetti. Hanno partecipato Irene Matassoni e Ferdinando Ceccato della cooperativa sociale ABC IRIFOR, Anna Orsingher e Mauro Svaldi della cooperativa sociale CS4, Silvano Deavi e Alessia Sommadossi della cooperativa sociale ALPI e Delia Usai di IMPACT HUB.

Grazie al supporto delle cooperative e alla passione dimostrata dagli studenti, le presentazioni si sono sviluppate in modo dinamico e coinvolgente, con spunti di riflessione e momenti di reciproco apprendimento.  

Il primo progetto presentato alla cooperativa ABC IRIFOR è stato intitolato “SensorialMENTE”. I corsisti hanno basato la propria proposta progettuale sull’assenza di percorsi specifici di inserimento occupazionale per persone disabili. Da una prima analisi è risultato infatti che solo il 31% di persone che soffrono di gravi disabilità trovano un lavoro. Partendo da questo dato, il progetto coinvolto e sensibilizzato alcune aziende del territorio attraverso la strutturazione di workshop, un career day e l’attivazione di protocolli d’intesa e la definizione di percorsi di accompagnamento e orientamento dei disabili sensoriali per la ricerca di un’occupazione.

Per quanto riguarda la Cooperativa sociale Alpi, il gruppo di corsisti, partendo da principi chiave quali la cooperazione, la sostenibilità ambientale e l’impatto sociale, ma soprattutto la riconoscibilità del brand “REDO upcycling”, hanno presentato la loro idea innovativa per l’elaborazione di nuovo prodotto: “i Cuscini Upcycling”. Nel definire il progetto, il gruppo ha lavorato a una strategia di produzione e commercializzazione, ipotizzando possibili partnership, canali di vendita e sostenibilità economica dell’intero progetto.

Il terzo progetto presentato è “Hub Assizzi” in collaborazione con la cooperativa sociale CS4. Il progetto, collocato nella zona di Assizi, punta a sostenere l’economia sociale e ambientale attraverso l’inserimento nel mondo lavorativo di persone disabili. Per fare questo, l’ipotesi progettuale si è basata sulla valorizzazione di un terreno e di un immobile donati alla cooperativa da un lascito testamentario. Nello specifico, il gruppo di lavoro ha progettato lo sviluppo di un “HUB turistico”, completo di B&B inclusive, un ristorante “Assizzi KM 0” e un’offerta di turismo esperienziale in grado di coinvolgere la comunità di riferimento.

Ha chiuso l’incontro la presentazione del progetto “Non Space”, presentato ad IMPACT HUB. I corsisti si sono focalizzati sul cambiamento del mondo del lavoro causato dalla pandemia che ha provocato la crescita esponenziale del lavoro da remoto. Pertanto, il progetto presentato ha proposto un modello differente di smart working. L’idea è di creare spazi di coworking in Val di Non, stipulando convenzioni con le aziende del territorio provinciale e fornendo servizi complementari per incentivare lo smart working all’interno di questi spazi.

Complimenti ai ragazzi per il loro lavoro e buona fortuna per i tirocini che inizieranno a breve!

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Published on 22/04/2021by redazione

Rapporto sulla cooperazione trentina, Euricse invia il questionario a 300 coop

L’appello dei ricercatori: serve la maggior adesione possibile per avere dati utili a programmare la ripartenza

È iniziato ufficialmente il lavoro di raccolta dati per il 2° rapporto sulla cooperazione trentina realizzato da Euricse con il sostegno della Provincia autonoma di Trento. La ricerca, che punta a restituire un ritratto della cooperazione trentina durante la pandemia di Covid 19, sarà presentata con un evento pubblico entro il 2021.

La prima fase dello studio, coordinato da Chiara Carini ed Eddi Fontanari, prevede l’invio di un questionario personalizzato a circa 300 cooperative trentine agricole, di produzione e lavoro, sociali e di consumo.

L’obiettivo è quello di approfondire la situazione della cooperazione trentina nel biennio 2019-2020, soprattutto per analizzare le conseguenze che la pandemia ha avuto sul comparto. Oltre a focalizzarsi sull’andamento economico e le previsioni per il 2021, lo studio di Euricse riporterà dati sulla liquidità, sulle politiche del lavoro, sui processi di innovazione, sulla relazione tra cooperative e soci e sul supporto ricevuto dagli attori del territorio.

Affinché l’indagine risulti il più accurata possibile, è fondamentale che il maggior numero di realtà contattate compili il questionario. “Nelle crisi più recenti le cooperative hanno sempre mostrato una funzione anticiclica. Ora vogliamo capire se questa peculiarità è confermata anche per una situazione imprevista e globale come la pandemia”, spiega il presidente di Euricse, Carlo Borzaga.

Inoltre, i ricercatori di Euricse sottolineano come l’adesione all’indagine sia fondamentale per la ripartenza: i dati sono infatti la chiave per capire come il sistema trentino possa supportare le cooperative per uscire dalla recessione ed entrare in una nuova fase di sviluppo. “Il rapporto vuole mettere a disposizione della cooperazione e della politica elementi utili alla programmazione e alla definizione delle politiche dei prossimi anni”, spiegano i ricercatori.

La scadenza per la compilazione del questionario è il 31 maggio. Per informazioni sulla compilazione del questionario è possibile scrivere a ricerca@euricse.eu o chiamare il 0461 282289.

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Published on 11/03/2021by redazione

Sorellanza e rinascita: la cooperativa Bhabishya per l’emancipazione femminile in Nepal

Il modello cooperativo – basato sul principio di democraticità – si presta fisiologicamente alla riduzione dei divari di genere. La strada per l’uguaglianza delle donne, anche nelle cooperative, nonostante alcuni progressi, è però ancora lunga e in salita. Mercoledì 10 marzo Euricse e l’associazione Donne in cooperazione hanno organizzato il cineforum “Dal Trentino a Kathmandu. Storie di cooperazione al femminile”, in collaborazione con Around the world. coop.

L’evento online, al quale hanno partecipato circa 50 persone, è iniziato con l’immagine di un paio di scarpe rosse, simbolo della lotta alla violenza domestica; una piaga che da inizio anno, in Italia ha causato la morte di una donna ogni cinque giorni.

Per avviare il dibattito, dopo i saluti di Nadia Martinelli, presidente dell’associazione Donne in cooperazione, e Riccardo Bodini, direttore di Euricse, è stato proiettato il documentario sulla cooperativa di credito nepalese Bhabishya, riuscita a liberare dalla schiavitù e dal giogo dell’emigrazione 920 famiglie, quelle dei suoi soci, residenti nella valle di Kathmandu, alle pendici dell’Himalaya. Anche grazie alla sua carismatica manager Parbati Upreti, la coop – il cui nome in italiano significa “Creazione del futuro” – è riuscita a finanziare con tassi agevolati diverse attività imprenditoriali, dalla coltivazione di ortaggi all’allevamento, permettendo ai soci di investire sul loro futuro e su quello della comunità.

“Prima della nascita della cooperativa, i residenti erano costretti a ricorrere ai prestiti concessi dai grandi proprietari terrieri, con altissimi tassi di interesse, che di fatto li costringevano alla schiavitù o all’emigrazione. Nemmeno le iniziative di micro-credito erano riuscite ad eradicare la povertà”, ha spiegato Sara Vicari, fondatrice di Around the world.coop, precisando che sono molte le storie di emancipazione femminile incontrate durante il progetto sostenuto dall’International Cooperative Alliance.

Tra le voci di successo del documentario, anche quella di Laxmi, prima elettricista donna della valle di Kathmandu. “La cooperativa è la nostra anima e quella di questa regione e di tutti i soci”, dice Parbati alla fine del documentario, sottolineando l’elevato valore sociale dei progetti finanziati. “La differenza cooperativa emerge quando una cooperativa sa farsi carico di quelli che sono i bisogni espressi in un determinato territorio. L’alchimia non è mai unica”, ha confermato Francesca Gennai, presidente della cooperativa “La coccinella” e vicepresidente di Consolida. “Solamente le donne che hanno la possibilità di avere una preparazione riescono poi a fare percorsi di empowerment ed emancipazione, che vanno a recidere gli elementi di dipendenza. In quest’ottica, questo 8 marzo assomiglia di più a un 1° maggio”.

Giulia Tallarini, assistente di ricerca Euricse, ha portato alcuni dati relativi al contesto locale. Il Rapporto trentino del 2019 ha rilevato che su 290 cooperative, nei consigli di amministrazione solo il 23,9% è donna. In oltre un terzo di queste non ci sono membri dei cda di sesso femminile. L’anno scorso Euricse ha poi condotto una ricerca sulle Casse rurali trentine, da cui emerge che, se i soci donne persone fisiche sono il 38%, solo meno del 16% siede nei cda e i presidenti di questi cda sono maschi in 15 casi su 16. Anche nei quadri direttivi, sebbene la situazione sia migliore, c’è ancora molta strada da fare.

Potete rivedere qui il webinar.

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Published on 17/02/2021by redazione

Dal Trentino a Kathmandu. Storie di cooperazione al femminile

Mercoledì 10 marzo dalle 18.15 Euricse e l’Associazione Donne in Cooperazione organizzano un webinar dedicato al potenziale di cambiamento delle cooperative, soprattutto a favore dell’emancipazione femminile.

Durante l’incontro, ospitato su Zoom sarà proiettato il documentario sulla cooperativa Bhabishya – che in italiano significa “Creazione del futuro” – realizzato nella valle di Kathmandu da Around the World.coop con il sostegno dell’International Cooperative Alliance e del programma Coops4dev.

Il documentario sarà commentato dalla fondatrice di Around the World, Sara Vicari, dalla ricercatrice Euricse, Stefania Turri, e dalla presidente della cooperativa “La CoccinellaFrancesca Gennai. Dal dibattito e dall’esperienza professionale delle partecipanti, si metterà in evidenza il ruolo della cooperazione nel sostenere l’imprenditorialità e i percorsi individuali di empowerment, nella lotta alle discriminazioni e nell’innovazione.

Per partecipare al webinar è obbligatoria la registrazione a questo link.

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Published on 20/01/2021by redazione

World Cooperative Monitor 2020: aumenta il fatturato delle italiane nella classifica delle 300 organizzazioni più grandi

Presentata oggi la nona edizione del rapporto sulle cooperative mondiali realizzato da Euricse con l’International Cooperative Alliance

Nella nuova classifica delle cooperative Top 300 per fatturato ci sono 12 italiane per un valore totale di 72,9 miliardi di dollari, in crescita di 2,1 miliardi rispetto all’anno precedente. Il piazzamento migliore è di Coop (27° posto), seguita da Conad (28° posto). Le organizzazioni italiane valgono il 3,40% del fatturato totale dei 300 colossi cooperativi mondiali. Sul podio le due banche francesi Groupe Crédit Agricole e Groupe BPCE e la tedesca REWE group. Nel rapporto di quest’anno focus sulla risposta delle grandi cooperative all’emergenza Covid e sul tredicesimo obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite sull’azione climatica.

Scarica qui il World Cooperative Monitor 2020

Guarda qui il webinar

È stata presentata oggi con un webinar internazionale, al quale hanno partecipato più di duecento persone da tutto il mondo, la nona edizione del World Cooperative Monitor. La ricerca, basata sui dati finanziari 2018, curata da Euricse e dall’International Cooperative Alliance, esplora l’impatto economico e sociale delle più grandi realtà cooperative in tutto il mondo, stilando una classifica delle Top 300 e un’analisi settoriale, con riferimenti anche ai dati sull’occupazione.

“Il 2020 ci ha messi di fronte alla necessità di rispondere a una crisi sociale epocale senza deprimere le nostre economie. In questo contesto il modello cooperativo è, se possibile, ancora più di attualità. L’obiettivo del Monitor è di mostrare come le cooperative siano in grado di affrontare grandi sfide, attivando risorse importanti attraverso grandi organizzazioni, senza complessi di inferiorità”, ha evidenziato Gianluca Salvatori, segretario generale di Euricse.

I dati internazionali

Il fatturato complessivo delle 300 più grandi organizzazioni cooperative ha toccato quota 2.146 miliardi di dollari, con i settori agricoltura (104 imprese) e assicurazioni (101 imprese) a fare la parte del leone, seguite da commercio all’ingrosso e al dettaglio (57 imprese).

Se si guarda ai vertici della Top 300, il podio è rimasto saldamente nelle mani delle francesi Groupe Crédit Agricole e Groupe BPCE, rispettivamente prima e terza, con la tedesca REWE group in seconda posizione. La maggior parte delle organizzazioni in classifica sono situate nei paesi industrializzati: gli Stati Uniti contano 74 imprese, la Francia 44, la Germania 30 e il Giappone 24.

Il World Cooperative Monitor presenta anche una classifica di fatturato in relazione al PIL pro-capite, con l’obiettivo di mettere in relazione i dati economici alla ricchezza effettiva di ogni singolo paese. In questa seconda classifica le prime due posizioni della Top 300 vanno a due cooperative agricole indiane, IFFCO e la Gujarat Cooperative Milk Marketing Federation.

I dati italiani

Sono dodici le italiane nella classifica delle 300 cooperative più grandi: Coop, Conad, Unipol, Cattolica Assicurazioni, Reale Mutua, Agricola Tre Valli, GESCO, SACMI, CEF, Granlatte, Unione Farmaceutica Novarese e gruppo ITAS. Coop occupa la migliore posizione (27° posto). In dieci cooperative su dodici, il fatturato è aumentato rispetto al 2017, così come il fatturato complessivo delle organizzazioni italiane è salito da 67,3 miliardi di dollari nel 2017 a 72,9 miliardi nel 2018.

Con riferimento ai singoli settori, il miglior piazzamento italiano è della Società Anonima Cooperativa Meccanici Imola (SACMI), arrivata terza tra le industrie, seguita da Manutencoop, quarta in ambito servizi, e da Coop e Conad, rispettivamente settima ed ottava nel commercio.

Focus su Covid e SDG 13

Il World Cooperative Monitor 2020 dedica due sezioni alle sfide globali del Covid e del cambiamento climatico, con riferimento all’Obiettivo 13 di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Per quanto riguarda l’impatto della pandemia sulle cooperative, il settore si è dimostrato resiliente e innovativo. A prova di ciò, il Monitor mette in evidenza il caso studio della cooperativa Società mutualistica per artisti SMART, nata in Belgio ma ora presente anche in Italia, a sostegno dei suoi membri impiegati soprattutto nei settori della cultura. Come esempi concreti delle azioni di mitigazione del cambiamento climatico sono stati invece portati i casi della finanziaria olandese Rabobank e della cooperativa di consumatori inglese Midcounties.

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Published on 12/01/2021by redazione

World Cooperative Monitor, il lancio ufficiale il 20 gennaio

La nona edizione del rapporto sarà presentata con un webinar internazionale il 20 gennaio 2021

Mercoledì 20 gennaio 2021 alle 14 su Zoom, Euricse, assieme all’International Cooperative Alliance (ICA), presenterà la nona edizione del World Cooperative Monitor.

Il World Cooperative Monitor 2020 esplora l’impatto economico e sociale delle cooperative e delle mutue più grandi al mondo, mettendo a disposizione la classifica delle Top 300, le classifiche di settore, il focus sulla risposta alla crisi-Covid e un capitolo sul contributo al raggiungimento dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile Onu numero 13 (Agire per il clima).

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PROGRAMMA

INTRODUZIONE

Bruno Roelants, Direttore generale ICA

Gianluca Salvatori, Segretario generale EURICSE

PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO WCM 2020

Chiara Carini, Ricercatrice senior EURICSE

TAVOLA ROTONDA

Bruno Roelants, Direttore generale ICA

Gianluca Salvatori, Segretario generale EURICSE

Tarun Bhargava, General Manager (Cooperative Relations) IFFCO

Sarah de Heusch, Public Affairs Officer, SMART Belgio

Moderatore: Peter Westall, Chief Values Officer a Midcounties

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Published on 30/10/2020by redazione

Cooperative sociali trentine e imprese profit, nuove filiere produttive ed occupazionali

Al via il progetto Euricse finanziato da Fondazione Caritro con 14 partner locali e internazionali

Come sviluppare una maggiore collaborazione tra cooperative sociali e imprese trentine, favorendo l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate? Il nuovo progetto Euricse sulle filiere produttive ed occupazionali, finanziato da Fondazione Caritro e avviato oggi con un kickoff virtuale, metterà a disposizione del mondo cooperativo e imprenditoriale locale delle linee guida per la realizzazione di nuove forme di collaborazione. Alla presentazione online dell’iniziativa hanno partecipato i primi 14 partner: le cooperative Progetto 92, Alpi, Vales, Gruppo 78, Lavoro, Oasi Tandem, il consorzio Consolida, AM service, la Federazione Trentina della Cooperazione, l’Agenzia del Lavoro ma anche Confindustria, CIA Agricoltori Italiani e due network di imprese sociali internazionali, ENSIE (European Network of Social Integration Enterprises) e La féderation des enterprises d’insertion.

Il contesto

In provincia di Trento l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate è molto sviluppato, grazie alla presenza di 23 cooperative sociali di tipo B che hanno garantito occupazione stabile nel 2018 a oltre 500 lavoratori svantaggiati ai sensi della legge 381/1991. Più in generale, nello stesso anno, complessivamente, sono state inserite quasi 2000 persone con difficoltà occupazionali grazie alle diverse politiche attive del lavoro locali. Si tratta prevalentemente di persone con disabilità fisica o invalidità psichica, ma sempre più l’inserimento lavorativo si rivolge anche a nuove categorie marginalizzate dal mercato del lavoro, come i giovani NEET.

Nonostante le cooperative sociali trentine si presentino mediamente ben strutturate ed economicamente stabili, nonché attive in settori sufficientemente eterogenei, si osserva come – più che in altri territori – esse producano comunque beni e servi prevalentemente a favore dell’ente pubblico. In base ai dati ImpACT di Euricse, infatti, in media le loro entrate sono generate al 62% da contratti con la PA.

Il progetto sulle filiere produttive e occupazionali

Per poter crescere e svilupparsi ulteriormente, ma anche per offrire sempre più occupazioni e specializzazioni ai lavoratori svantaggiati, le cooperative sociali trentine possono quindi trovare nuove opportunità nell’aprirsi alla produzione su committenza privata, instaurando rapporti più strutturati con il tessuto produttivo locale, puntando alla generazione di partnership e di filiere – anche con contratti di rete – con le imprese trentine.

La ricerca di Euricse, avviata ufficialmente venerdì 30 ottobre 2020 con un incontro di kickoff online al quale hanno partecipato i rappresentanti delle 14 realtà coinvolte, ma che conta di coinvolgere in itinere numeri crescenti di imprese, metterà a disposizione una “cassetta per gli attrezzi” per la sperimentazione di nuove pratiche e nuove azioni.

Partendo dallo stato dell’arte in Trentino, e prendendo spunto da quanto avviene nel resto d’Italia e in altri paesi europei, Euricse studierà i settori in cui le cooperative sociali trentine potrebbero realizzare nuove partnership, le modalità secondo le quali strutturarle e gli strumenti normativi e di policy che possono incentivarle.

Inoltre, lo studio aprirà lo sguardo anche alle categorie di soggetti fragili che attualmente non sono inclusi nelle categorie di svantaggio riconosciute, come i NEET, i detenuti e gli over 50 provenienti dalla mobilità. La presenza tra i partner di realtà come Confindustria e CIA permetterà ai ricercatori di entrare in contatto con la “sensibilità” delle imprese ad aprirsi alla collaborazione con le cooperative sociali.

“Il rafforzamento dei rapporti tra cooperative sociali e imprese trentine – ha commentato la ricercatrice di Euricse Sara Depedri – ha un forte potenziale economico e sociale, anche perché finora è stata troppo poco esplorata e praticata a livello locale. Ci sono opportunità di generazione di filiere locali e di innovazioni di prodotto, ma deve essere anche un lavorare insieme con la volontà e la motivazione di valorizzare le persone più fragili.”

“Questa iniziativa costituisce un impegno concreto – ha sottolineato Filippo Manfredi, direttore generale di Fondazione Caritro – per comprendere le linee di possibile sviluppo tra imprese e cooperative sociali. Si tratta di un progetto di ricerca che permette di individuare ostacoli e lacune, ma al contempo anche soluzioni. Con questa iniziativa Fondazione Caritro ribadisce quanto fatto sinora in termini di creazione di partnership virtuose che permettano di contribuire all’inserimento lavorativo delle categorie più fragili”.

 “L’interesse del consorzio al progetto è legato all’esigenza crescente di collaborare con il mondo delle imprese profit così da ampliare i contesti facilitanti per l’inclusione e l’inserimento lavorativo delle persone più vulnerabili”, ha evidenziato Serenella Cipriani, presidente Consolida. “È importante per noi perseguire questa direzione all’interno di un percorso condiviso di ricerca e analisi che ci aiuti a rivedere le nostre prassi anche alla luce dei nuovi strumenti, giuridici ed organizzativi, che si stanno facendo strada”.

 “Riteniamo di vero e concreto impatto ciò che il titolo del progetto “Filiere produttive e occupazionali” indica in sintesi, vale a dire l’obiettivo di offrire alle cooperative sociali trentine di tipo B, spunti di riflessione e linee guida per la realizzazione di nuove forme di collaborazione con le imprese profit, sperimentando azioni di filiera anche con eventuali rapporti di partnership più strutturati”, è intervenuta Maria Cristina Poletto, responsabile Education e Formazione di Confindustria.

 “L’agricoltura – ha messo in evidenza il presidente di CIA Trentino Paolo Calovi – da sempre svolge un’azione sociale ed un ruolo formativo e ricreativo rivolto anche alle persone più fragili. Si tratta, anche in Trentino, di proseguire su questa strada utilizzando al meglio quanto già costruito nel rispetto della legislatura esistente”.

“Ci fa molto piacere partecipare a questo progetto con le cooperative sociali soprattutto in un momento nel quale l’emergenza Covid e la crisi correlata sta causando ulteriori difficoltà occupazionali ai più deboli”, ha fatto notare Laura Pedron, dirigente dell’Agenzia del Lavoro. “La tematica dell’inserimento lavorativo è sempre importante, ma nei momenti di recessione il rischio di dimenticarsi degli ultimi aumenta”.

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Published on 22/09/2020by redazione

Coop cinema, un viaggio intorno al mondo

Documentari e discussioni sull’economia cooperativa nel mondo

Un viaggio intorno al mondo in tre seminari che raccontano l’economia cooperativa attraverso il lavoro di Around the World.coop e i commenti di  Euricse“Coop cinema” è una serie di eventi online da ottobre a dicembre che prevedono la proiezione di una selezione di documentari prodotti da Sara Vicari e Andrea Mancori, seguiti dalle riflessioni dei nostri ricercatori su temi chiavi come i modelli cooperative, la governance, il futuro del lavoro e lo sviluppo locale.

Il primo episodio della serie si intitola “Dare potere ai lavoratori”. Il 7 ottobre alle 17 proietteremo due documentari dedicati alla cooperativa di New York Up&Go e alla Cheeseboard Collective di Berkeley, in California. Accanto ai membri di Around the World e ai loro sostenitori interverranno Riccardo Bodini, direttore di Euricse, e la ricercatrice Giulia Galera, per discutere con i partecipanti i temi chiave dell’economia cooperativa.

Per ricevere il link Zoom dell’evento, registratevi qui. Sarà comunque possibile seguire il webinar in diretta Facebook sulla pagina di Euricse.

aroundtheworld.coop è un progetto ideato e sviluppato da Andrea e Sara, una coppia sposata che ha deciso di mettere insieme le proprie passioni e abilità e intraprendere un’esperienza di vita elettrizzante: viaggiare per il mondo per un anno, documentando diversi tipi di cooperative in tutti i continenti. In particolare, il progetto è stato possibile anche grazie alla partnership con l’Alleanza Cooperativa Internazionale (International Cooperative Alliance) ed i suoi uffici regionali. 

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