Social enterprise

Appello all'Europa

“Voglio inoltre riflettere su quello che potrebbe essere un «social business act» per meglio sostenere le imprese che facendo del profitto lottano contro l’esclusione”. È bastato un inciso, una frase pronunciata dal Commissario Michel Barnier nel suo discorso di insediamento al Parlamento Europeo, per dar vita a una delle più riuscite iniziative di lobby culturale e scientifica a livello comunitario.

Qui radio Londra

Pensavamo fossero i più laici, i più aperti alle nuove fenomenologie dell’impresa sociale. Senza fissare troppi paletti con settori di attività, vincoli alla distribuzione degli utili, assetti di governance partecipati, ecc. E invece anche loro, quei liberal degli inglesi, hanno aperto un confronto piuttosto acceso sulla definizione di impresa sociale e, a cascata, sulla quantificazione del comparto.

L'imprenditore sociale globale

Lo ammetto. Sull'ossimoro mi è quasi caduta la lacrimuccia. E' successo qualche giorno fa mentre leggevo l'articolo di Federico Rampini su La Repubblica.

Un'impresa sociale fra David e Silvio

Qualche settimana fa meeting a Roma tra il nuovo premier inglese David Cameron e Silvio Berlusconi. L’incontro pare sia andato molto bene, soprattutto secondo il nostro capo del governo. Che ha addirittura proposto un gruppo di lavoro tra rappresentanti dei tories e del Pdl. Per parlare di cosa? Beh, un punto all’ordine del giorno potrebbe essere l’impresa sociale.

Per niente innovativa e così interessante

“Più di un business, più di un servizio sociale: l’impresa sociale realizza obiettivi sociali attraverso strategie imprenditoriali. Genera reddito attraverso attività produttive e reinveste i profitti nella comunità e a favore di gruppi svantaggiati. Invece di massimizzare il profitto, l’impresa sociale crea ricchezza per sostenere la sua missione sociale”. Sembra una qualsiasi dichiarazione di missione di una qualsiasi impresa sociale.

Dibattere d'impresa sociale

Di questi tempi per trovare un pò di dibattito sull'impresa sociale bisogna emigrare (o partire per le ferie) in Inghilterra, dove il confronto è piuttosto intenso. Agitato da due news recenti. La prima: il lancio della “Big society bank”, un istituto di credito che prende il nome dalla parola d’ordine del governo in carica e che finanzierà la produzione di servizi pubblici da parte di imprese sociali, charities e organizzazioni di volontariato.

Borzaga-Galera Article Receives Award

The article entitled “Social enterprise An international overview of its conceptual evolution and legal implementation” written by Carlo Borzaga and Giulia Galera and published in Social Enterprise Journal was chosen as an Outstanding Paper Award Winner at the Literati Network Awards for Excellence 2010.

Libertà d'impresa (sociale)

Si moltiplicano gli interventi del ministro dell’economia per un piano governativo a favore della libertà d’impresa. Subito con una legge ordinaria e addirittura con successiva “blindatura” costituzionale. L’obiettivo è soprattutto sveltire pratiche e procedure per start-up e gestione. Servirebbe però un altro.

Imprese sociali nascoste

L'attenzione, o la moda come sostiene qualcuno, per l'impresa sociale coinvolge un pubblico sempre più ampio e soprattutto sempre più variegato. Ognuno propone il suo punto di vista e, visto che c'è, pure la sua definizione. Guardare ai dati è un bel modo per evitare che il tutto si risolva in un puorparler che non porta da nessuna parte aumentando la sensazione di inconsistenza modaiola del fenomeno.

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