Pensavamo fossero i più laici, i più aperti alle nuove fenomenologie dell’impresa sociale. Senza fissare troppi paletti con settori di attività, vincoli alla distribuzione degli utili, assetti di governance partecipati, ecc. E invece anche loro, quei liberal degli inglesi, hanno aperto un confronto piuttosto acceso sulla definizione di impresa sociale e, a cascata, sulla quantificazione del comparto.