L’Università Complutense di Madrid ha promosso quest’estate un corso estivo dedicato all’ “Identità del Volontariato”. Un’occasione per accademici e addetti ai lavori di parlare della situazione del settore in Spagna.
Per Antonio Gutiérrez Resa, docente che si occupa di Lavoro nel sociale e servizi sociali, la condizione del settore è stagnante. Il numero dei volontari infatti è rimasto invariato nonostante il periodo di grande boom della “solidarietà sociale aziendale”, progetto che implica la promozione delle attività di volontariato da parte dell’azienda per consolidare e aumentare il proprio prestigio.
Il volume dei volontari spagnoli si attesta intorno all’11%, contro il 35% inglese e il 40% della Germania. La causa è da rintracciarsi nella “breve” vita democratica della nazione, ma è certo che la crisi non sta aiutando il settore: “un volontario può arrivare a ‘costare’ 6-7.000 euro all’anno, e con la crisi pochi sono disposti a finanziarlo”.
Riflessioni d’obbligo a pochi mesi dal 2011, anno che la Commissione Europea ha battezzato come “Anno Europeo del Volontariato”; il Terzo Settore spagnolo si prepara a promuoverlo con energia per uscire dal momento di stagnazione.
