Published on22/10/2018by: redazione

Non profit, l’indagine Istat. “Settore in espansione”

Nel 2016 in Italia attive 343.432 realtà con 812.706 dipendenti

Cooperazione, in arrivo anche il rapporto curato da Euricse

 

I numeri fotografano una vivacità crescente, progressiva, costante. Per dirla con le parole utilizzate dall’Istat: il non profit “è un settore che continua a espandersi nel tempo”. A un anno dalla pubblicazione del primo “Censimento permanente delle istituzioni non profit”, l’Istituto nazionale di statistica ha diffuso in mattinata le stime aggiornate al 2016 sulla consistenza e le principali caratteristiche strutturali del segmento. Non solo: nello studio sono inclusi alcuni dati che verranno approfonditi nel rapporto Istat, questa volta curato dai ricercatori di Euricse, in uscita entro fine anno e dedicato al sistema cooperativo italiano.

Struttura e profili del settore non profit. L’aggiornamento Istat pubblicato in mattinata fotografa numeri e andamento del settore. Risultato: nel 2016, le istituzioni non profit attive in Italia sono 343.432 e complessivamente impiegano, alla data del 31 dicembre 2016, 812.706 dipendenti. Rispetto al 2015, le istituzioni crescono del 2,1%, i dipendenti del 3,1%; si tratta quindi di un settore che continua ad espandersi nel tempo con tassi di crescita medio annui in linea con il profilo delineato dai censimenti tradizionali.
Non solo. Aumenta l’incidenza delle istituzioni non profit rispetto al complesso delle imprese dell’industria e dei servizi: dal 5,8% del 2001 al 7,8% del 2016 per le istituzioni e dal 4,8% del 2001 al 6,9% del 2016 per gli addetti.
Andamento territoriale. Nel biennio 2015-2016, le istituzioni crescono di più al Nord-ovest (+3,3%), al Sud (+3,1%) e nelle Isole (+2,4%) mentre i dipendenti soprattutto nelle regioni meridionali (+5,8%) e al Nord-est (+4,4%). Considerando il numero di istituzioni, gli incrementi percentuali maggiori si osservano in Basilicata (+8,8%), Molise (+8,7%) e Calabria (+5,6%); aumenti più contenuti si rilevano in Abruzzo (+0,2%), Provincia autonoma di Bolzano (+0,5%) ed Emilia-Romagna (+0,7%) mentre le variazioni sono di segno negativo in Umbria (-0,5%) e nelle Marche (-0,4%). Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, le regioni maggiormente interessate dalla crescita degli occupati sono Basilicata (+9,5%), Campania (+7,9%) ed Emilia-Romagna (+5,0%).
La distribuzione territoriale vede oltre il 50% delle istituzioni attive nelle regioni del Nord contro il 26,7% dell’Italia meridionale e insulare. Il numero di istituzioni non profit ogni 10mila abitanti è un indicatore che misura più chiaramente la presenza territoriale: se al Centro-Nord tale tale rapporto assume valori prossimi se non superiori a 60 (in particolare al Nord-est, dove raggiunge il livello di 68,2), nelle Isole e al Sud è pari rispettivamente a 48,1 e 42,2. Infine, i dipendenti sono ancora più concentrati delle istituzioni dal punto di vista territoriale, con oltre il 57% impiegato al Nord.
La convenzione ISTAT-Euricse. Se oggi è stato restituito un quadro aggiornato dell’ecosistema non profit, presto sarà pubblicato anche il rapporto dedicato al sistema cooperativo italiano. L’indagine Istat, condotta dai ricercatori di Euricse e coordinata da Chiara Carini, sarà presentata a breve (entro fine anno) e s’inserisce nell’alveo della convenzione Istat-Euricse dedicata all’analisi delle “dimensioni, evoluzione e caratteristiche dell’economia sociale”. Vidimata nel 2017, la convenzione rafforza la collaborazione tra i due istituti. Obiettivo: integrare le informazioni statistiche rilevate con i censimenti di settore e le informazioni di origine amministrativa già disponibili in ISTAT a fini statistici. Fase centrale del progetto è lo sviluppo e l’applicazione di un set di indicatori che hanno lo scopo, tra le altre cose, di valutare l’impatto economico (occupazione generata, contributo al PIL) e la dimensione sociale (coesione, capitale sociale) generata dall’economia sociale.

Non profit: l’aggiornamento Istat

 

 

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