GIS, dopo un anno occupazione all’87%

Inutile rimarcare le ragioni, ben note a generazioni di studenti e studentesse: le ricadute occupazionali sono in cima all’elenco dei requisiti utili a orientarsi nelle retrovie della scelta. Offerta didattica, da una parte, praticabilità del diploma, dall’altra, concorrono inevitabilmente alla decisione. Non solo. La voce placement è anche metro di qualità per un percorso accademico e, quando i numeri sono positivi, si rivela fonte d’orgoglio. È il caso del Master GIS, il Master Universitario in Gestione di Imprese Sociali arrivato alle porte della sua XXIII edizione, che anno dopo anno ha formato e accompagnato nel mondo del lavoro centinaia di giovani. Un dato su tutti: l’87% dei corsisti trova un’occupazione coerente con il profilo formato al corso. Quando? Subito: tra i sei e i dodici mesi successivi alla conclusione.

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Cooperative nella sanità, settore in exploit

I numeri parlano da sé: in Italia, il fatturato aggregato totale prodotto dalle cooperative attive nel settore della sanità è passato da 4,95 miliardi di euro nel 2007 a 7,49 miliardi di euro nel 2016. Tradotto: il 51% in più. Un incremento trainato perlopiù dallo sviluppo delle attività di assistenza socio-sanitaria residenziale e non-residenziale rivolte ad anziani e disabili (l’ordine di grandezza è da 2,15 a 4,35 miliardi di euro di fatturato).

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L’innovazione nelle cooperative agricole: la ricerca

Passaggio al biologico in cima all’agenda dei produttori

Borzaga: le coop agricole mediano le conoscenze

Mattarei: ora un patto fra istituzioni, produttori e ricerca

 

Ad aver introdotto migliorie e innovazioni recenti sono perlopiù le cooperative vitivinicole e ortofrutticole. In cima all’elenco delle priorità di cambiamento (tecnico, tecnologico, culturale) c’è la volontà di convertire le prassi produttive nel rispetto di nuovi standard sostenibili, scegliendo il metodo biologico. Ancora: l’appartenenza alla forma cooperativa è fonte d’orgoglio nonché scelta ponderata. Sono solo alcuni dei risultati emersi dalla ricerca condotta da Euricse, supportata dalla Federazione Trentina della Cooperazione e dedicata all’analisi delle nuove competenze specialistiche nell’ambito commerciale, del marketing, della conservazione e delle tecniche produttive. Il titolo è “La cooperativa agricola fra tradizione e innovazione. Il caso della provincia di Trento” e aiuta a superare un apparente ossimoro: un’attività antica come quella agricola sa adattarsi alle nuove istanze del mercato, mostrando attenzione ai cambiamenti in atto e mostrando capacità di condividere nella propria rete le conoscenze necessarie per crescere (quindi innovare).

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Integrazione di migranti e rifugiati: due nuove pubblicazioni per l’OCSE

Due diverse pubblicazioni, entrambe inserite nella collana di Working Paper dell’OCSE. Due articoli che, attraverso altrettante angolature, analizzano i processi di integrazione di migranti e richiedenti asilo praticati in diversi Paesi d’Europa. Giulia Galera, ricercatrice senior di Euricse, ha contribuito alla realizzazione dei due paper che sono liberamente scaricabili online, direttamente dal sito dell’OCSE . Ma quali sono, nel dettaglio, i temi dipanati nelle pubblicazioni? Di seguito i rispettivi abstract e i link per il download.

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Imprese di comunità, in uscita il libro per il Mulino

Innovazione istituzionale, partecipazione e sviluppo locale: dalla ricerca al volume

 

Alternativa sia all’impresa capitalistica sia all’impresa pubblica e alla pubblica amministrazione, l’impresa di comunità poggia su due pilastri: la partecipazione della società civile alla produzione e alla gestione di beni e servizi; il perseguimento dell’interesse generale per una determinata comunità locale. In Italia queste nuove imprese svolgono un ruolo importante, perché contribuiscono alla rivitalizzazione di aree rurali a rischio spopolamento, nonché al recupero di aree urbane degradate oppure segnate da fenomeni di marginalità sociale. Come funzionano le imprese di comunità e quali sono i loro tratti fondanti? A partire da un’analisi empirica condotta da Euricse, volume Imprese di comunità. Innovazione istituzionale, partecipazione e sviluppo locale (il Mulino) ne illustra le principali caratteristiche – governance, forme giuridiche, aspetti finanziari, rapporti con gli enti pubblici locali – e ne analizza l’efficacia come strumento di sviluppo locale.

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Pubblica amministrazione e terzo settore, convegno a Trento

Confini e potenzialità dei nuovi strumenti di collaborazione e sostegno pubblico

Martedì 22 gennaio appuntamento alla Facoltà di Giurisprudenza, iscrizioni aperte

Due sessioni e una tavola rotonda finale: un’intera giornata per capire, come recita il sottotitolo del convegno, confini e potenzialità dei nuovi strumenti di collaborazione e sostegno fra pubblica amministrazione e terzo settore. E’ in agenda martedì 22 gennaio, nella sede della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento, l’appuntamento organizzato dall’Università di Trento in collaborazione con Euricse (Aula B, palazzo di Giurisprudenza, via Verdi 53). Il convegno, ideato con la responsabilità scientifica di Silvia Pellizzari (Università di Trento e senior fellow di Euricse) e Andrea Magliari (Università di Trento), cercherà di fare luce su una delle principali novità introdotte dalla recente riforma: gli spazi di interazione, potenziali e auspicati, fra ente pubblico e terzo settore tout court. L’iscrizione è aperta e gratuita, ma è necessario registrarsi online attraverso l’apposito form di adesione.

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La cooperazione oltre gli stereotipi

Euricse presenta il suo libro. Borzaga: “Dati empirici contro il pensiero dominante”

 

di Marika Damaggio

L’intento, alla fine, è sempre il medesimo: costruire occasioni di confronto, irrorare le conoscenze sino a oggi disponibili generando nuovi impulsi. Uno sforzo continuo, generativo, mai sazio. E’ più o meno da qui che la Fondazione Euricse è partita nel 2008: ossia dal bisogno di dare fondamenta empiriche al dibattito sulle imprese cooperative e sociali. Ed è ancora da qui che, in occasione del suo primo decennale, s’è soffermata un istante sul ciglio del suo giovane percorso. L’ha fatto affidando alle pagine di un volume (Cooperative da riscoprire. Dieci tesi controcorrente) una prima eredità scientifica, a sua volta motore per altri dieci anni di riflessione, di ricerca e formazione.

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Euricse compie dieci anni, esce il libro per celebrare il traguardo

“Cooperative da riscoprire”: una decade di studi in dieci capitoli

Sabato primo dicembre la presentazione a Bologna. Giovedì 6 dicembre dibattito al Muse

Sono trascorsi dieci anni, ormai, dalla nascita di Euricse. Dal 2008 a oggi, l’Istituto europeo di ricerca sull’impresa cooperativa e sociale è cresciuto; ha partecipato attivamente alla diffusione delle conoscenze relative all’economia sociale e solidale; ne ha affinato gli strumenti a disposizione; si è ricavato spazio autorevole nel dibattito pubblico e scientifico – locale, nazionale, internazionale – e ha implementato la squadra di ricercatrici e ricercatori che giorno dopo giorno hanno contribuito alla realizzazione di ogni singolo risultato.

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Terzo settore e enti locali, nasce il Libro Bianco dell’accoglienza

Quasi 300 iscritti al workshop di Euricse. Ora nascerà un volume

Fico invita gli organizzatori a Montecitorio per un incontro

 

Quasi 300 iscritti alle sei diverse sessioni; ventinove pratiche in arrivo da Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Sicilia, Toscana, Calabria, Lazio, Trentino che hanno raccontato le decine di esperienze innovative dispiegate in tutto il Paese per rispondere alla sfida migratoria. Il workshop Territori accoglienti, organizzato da Euricse e in agenda oggi, sabato 24, al dipartimento di Lettere dell’ateneo di Trento, ha fatto emergere una costellazione spesso silenziosa, modelli ben riusciti d’incontro fra terzo settore e enti locali. “Ora – spiega Giulia Galera, ricercatrice senior di Euricse e organizzatrice dell’evento – da questo convegno nascerà un Libro Bianco, per individuare soluzioni applicabili in futuro, alla luce dei nuovi scenari normativi, e per indicare un pacchetto di raccomandazioni”. Non solo, il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, ha già dato piena disponibilità a incontrare i ricercatori coinvolti: nelle prossime settimane saranno ricevuti a Montecitorio.

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Euricse misura l’impatto di Progetto Esodo

Detenuti, ex detenuti e inserimento lavorativo

Grazie al progetto si riduce la recidiva: 13,7% contro il 19% nazionale

1176 azioni mirate e 18.213 ore di lavoro retribuito: i numeri del 2016

 

Venticinque enti coinvolti, 41 strutture in cui sono erogati servizi, 1176 azioni mirate per detenuti, soggetti in esecuzione penale esterna ed ex detenuti, 174 utenti inseriti al lavoro, 18.213 ore di lavoro retribuito e 15.931 ore di volontariato censite in un solo anno – il 2016 – da tutte le organizzazioni partner per accompagnare i singoli progetti. Poi una ricaduta non solo economica e occupazionale (per i beneficiari così come per chi ci lavora) ma anche emotiva: autostima e fiducia verso il futuro sono i sentimenti maggiormente diffusi tra gli utenti intervistati. E, soprattutto, una riduzione della recidiva rispetto ai dati nazionali. Sono questi i numeri raccolti da Euricse, che ha monitorato l’attività 2016 di Progetto Esodo. L’istituto europeo di ricerca sull’impresa cooperativa e sociale ha così applicato la sua metodologia ImpACT per valutare l’impatto complessivo del Progetto, sul territorio e tra i beneficiari dei servizi. L’esito, come spiega Sara Depedri, coordinatrice del gruppo di studio, “è il primo documento rendicontativo e valutativo dell’impatto sociale prodotto da Progetto Esodo in questi anni di attività nelle province di Verona, Vicenza e Belluno”. I risultati sono stati presentati a tutti gli stakeholder questa mattina al seminario vescovile di Verona.

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Territori accoglienti: tutte le pratiche in arrivo a Trento

Sei sessioni, quasi 35 esempi di integrazione e accoglienza di richiedenti asilo o altre forme di protezione internazionale. Il workshop Territori accoglienti, in agenda sabato 24 novembre al dipartimento di Lettere dell’università di Trento, farà emergere quella costellazione spesso sconosciuta che anima il Paese. Ma quali sono i Comuni, i consorzi, le cooperative, le imprese che si racconteranno? Qui le loro storie.

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Territori accoglienti: le informazioni logistiche

Come arrivare a Trento

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Territori accoglienti: focus sulla sanità e l’accesso alle cure

Le pratiche ospiti della sesta sessione parallela, una scheda per conoscerle

 

Quattro esperienze selezionate dal Centro di Salute Internazionale e Interculturale (CSI). Quattro casi di studio protagonisti di una delle sei sessioni del workshop Territori accoglienti, in programma il 24 novembre all’università di Trento.  A raccontarsi saranno OXFAM/Centro Salute Globale (TOSCANA), il Centro Immigrazione, Asilo e Cooperazione Internazionale (CIAC) di Parma, l’organizzazione umanitaria Intersos e l’associazione Naga, attiva a Milano. Ma di cosa si occupano? Di seguito una scheda dettagliata. Per partecipare al workshop e conoscere le pratiche è sufficiente registrarsi online (l’iscrizione è gratuita: qui il form).

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“Territori accoglienti”, workshop sulle buone pratiche diffuse in Italia

“Terzo settore e enti locali: dalle pratiche alle sfide future”

Iscrizioni aperte (e gratuite) per l’evento del 24 novembre all’università di Trento

Trentuno pratiche diffuse in tutto il Paese, dalla Calabria al Trentino, sei ambiti in cui si declina in modo originale la capacità di rispondere alla sfida migratoria (inserimento lavorativo, abitare, aree rurali e montane, relazioni con la pubblica amministrazione, gestione dei conflitti, salute e accesso alle cure). E uno spazio per raccordare simili esperienze, intrecciarle. Il titolo del workshop organizzato da Euricse – in agenda sabato 24 novembre all’università di Trento (dipartimento di Lettere) – è di per sé esplicativo: “Territori accoglienti. Terzo settore e enti locali: dalle pratiche alle sfide future“. L’intento è far emergere esperienze già avviate e replicabili; buone pratiche spesso sommerse e scarsamente conosciute. Nel corso della mattinata, nelle sessioni parallele troveranno spazio e voce cooperative, imprese sociali, Comuni e consorzi che quotidianamente danno senso all’accoglienza. Tra gli ospiti: Daniela Di Capua, direttrice del servizio centrale SPRAR, Stefano Granata, presidente Federsolidarietà, Cosimo Palazzo, direttore area emergenze sociali (Comune di Milano), Anna Fasano, vicepresidente di Banca Etica, Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato ANCI per le politiche migratorie, don Giusto Della Valle, della parrocchia di Rebbio (Como).

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