Published on30/01/2018by: redazione

Al via una nuova ricerca sulle cooperative agricole

a cura di Eddi Fontanari

Tanto a livello scientifico quanto in sede comunitaria è in atto una continua e costante sottovalutazione del ruolo della cooperazione nei processi innovativi in agricoltura. Questa sottovalutazione deriva dalla diffusa difficoltà a comprendere l’effettiva funzione svolta dalle cooperative agricole moderne. Nate infatti per far fronte a mercati poco o per nulla concorrenziali, sia sul lato degli acquisti di input che su quello della vendita dei prodotti, attraverso la costituzione di un potere controbilanciante (countervailing power) quello dei partner commerciali, il ruolo delle cooperative agricole è diventato progressivamente sempre più sofisticato, soprattutto a seguito del costante mutamento del contesto socio-economico.

A tal proposito, gli studiosi hanno rilevato come negli ultimi decenni le cooperative agricole, e i loro gruppi cooperativi, abbiano puntato soprattutto ad  accorciare la filiera, ovvero ad internalizzare con sempre maggiore intensità attività a valle (e a monte) della filiera agroalimentare (lavorazione, conservazione, trasformazione, marketing, ecc.). Nello specifico, col fine ultimo di sfruttare economie di scala esterne alle aziende agricole, accrescendo la propria competitività e appropriandosi di quote crescenti di valore a vantaggio dei propri associati.

Ciò che però non è stato ancora sufficientemente analizzato e scoperto è come, in un’economia della conoscenza come quella attuale, le cooperative agricole stiano svolgendo un ruolo molto importante anche dal punto di vista della gestione, produzione e diffusione di conoscenza e innovazione.

In questi anni Euricse ha cercato con le proprie ricerche di far conoscere meglio il ruolo della cooperazione in provincia di Trento. In particolare, ha dimostrato che, se si tiene conto anche degli effetti indotti, il valore prodotto dall’agricoltura trentina, e in primo luogo dalla cooperazione agricola, è di gran lunga superiore al valore che risulta dalla contabilità provinciale.

Ma per approfondire e comprendere ulteriormente il ruolo della cooperativa agricola moderna è necessario uno studio più qualitativo volto ad indagare:

  1. i meccanismi di gestione/diffusione della conoscenza adottati dalle cooperative agricole rispetto a tutti gli attori della filiera e in particolare ai soci;
  2. il livello di consapevolezza che di questa funzione della cooperativa hanno i soci (ma anche i manager) e come si è modificato nel tempo il ruolo dei contadini nel processo d’innovazione (parte attiva o passiva).

La ricerca che è appena partita, ideata da Euricse in accordo con la Federazione Trentina della Cooperazione (Ftc), ha lo scopo di indagare tutti questi aspetti e per farlo si avvarrà di due questionari. Il primo, rivolto a un campione rappresentativo di cooperative agricole (una ventina) operanti in provincia di Trento e selezionate in collaborazione con l’Ufficio cooperative agricole della Ftc; il secondo, destinato a una decina di soci per cooperativa individuati con l’aiuto dei vertici dell’organizzazione.

I risultati della ricerca consentiranno, da un lato, di informare la letteratura scientifica su questa nuova funzione (giustificazione) delle cooperative agricole moderne, dall’altro, di formulare indicazioni di policy funzionali all’instaurazione, potenziamento e valorizzazione di sinergie tra cooperative agricole e altri soggetti e all’individuazione di una serie di impegni futuri in funzione di un’ottimizzazione del processo d’innovazione in agricoltura e nell’intera filiera agroalimentare. Il tutto anche in un’ottica di razionalizzazione degli interventi di politica pubblica (vedi Fondi strutturali; p.e. PRS), che dovrebbero essere orientati verso il riconoscimento e il rafforzamento di disegni istituzionali già esistenti e funzionanti (coop agricola).