I principali risultati del World Co-operative Monitor 2017

27 Novembre 2017

Scarica qui  il rapporto del World Co-operative Monitor 2017!

Per partecipare alla raccolta dati del Monitor 2018: call for data.

Il 16 novembre 2017 a Kuala Lumpur l’Alleanza Globale delle Cooperative (ICA) e l’istituto Europeo di Ricerca sull’Impresa Cooperativa e Sociale (Euricse) hanno pubblicato il sedicesimo World Co-operative Monitor. Il rapporto fornisce una classifica delle prime 300 organizzazioni del mondo ed un’analisi settoriale basata sui dati finanziari del 2015. Il World Co-operative monitor ha raccolto dati di 2,379 organizzazioni in 8 settori di attività, 1,436 delle quali hanno un giro di affari di più di 100 milioni di dollari. Le cooperative e mutue Top300 riferiscono un giro di affari di 2.16 trilioni di dollari.

Le cooperative Top300 operano in diversi settori: assicurazioni (41%), agricoltura (30%), commercio al dettaglio e all’ingrosso (19%), servizi bancari e finanziari (6%), industria e pubblica utilità (1%), salute, educazione e servizi di assistenza (1%) ed altri servizi (1%).

Charles Gould, Direttore Generale dell’Alleanza:

“Il World Co-operative Monitor è un progetto ideato per raccogliere solidi dati economici, organizzativi e sociali riguardo le organizzazioni cooperative e mutue e organizzazioni non cooperative controllate dalle cooperative mondiali. È l’unico report di questo tipo che raccoglie annualmente dati quantitativi sul movimento cooperativo globale”.

Quest’anno, il gruppo francese Crédit Agricole rimane al top delle 300, seguito da Kaiser Permanente e da State Farm, due attività assicurative con base negli Stati Uniti.

Gianluca Salvatori, CEO di Euricse:

“Oltre alle classifiche basate sul dollaro americano, abbiamo aggiunto alle classifiche di quest’anno utilizzando il dollaro internazionale così com’è calcolato dalla Banca Mondiale. Ci dà un’idea della parità del potere d’acquisto della cooperativa, aiutando a comprendere la dimensione relativa e rimuovendo possibili distorsioni causate dai tassi di conversione delle valute.”

È una novità del report 2017: l’analisi delle tendenze delle principali cooperative e mutue per settore di attività. Questa mostra la performance delle più grandi cooperative e mutue dal 2011 al 2015, mostrando la robustezza e la stabilità del movimento cooperativo durante la crisi, quando molti azionisti hanno sofferto perdite.

Un’altra aggiunta al report di quest’anno è l’analisi della struttura del capitale non solo delle Top300, ma anche di un campione di cooperative e mutue più piccole, consentendo il confronto tra diversi tipi di business cooperativo. I risultati di questa ricerca mostrano che le grandi cooperative e le mutue non hanno problemi specifici nella raccolta di capitali relativi al modello di business cooperativo, sebbene le cooperative più piccole abbiano alcune difficoltà legate principalmente all’ottenimento di capitale interno e al debito a lungo termine.

Questo rapporto conclude che “i dati della situazione contabile delle Top300 rivelano che la situazione non sostiene la teoria tradizionale del capitale cooperativo”. Piuttosto l’analisi mostra un settore con una buona capitalizzazione, in equilibrio finanziario e con un profitto sufficiente per sostenerne lo sviluppo.” Nelle loro raccomandazioni, gli autori del report aggiungono: “Dati questi risultati, per le cooperative di grandi dimensioni una possibile ed importante politica sarebbe quella di stimolare usando le nuove risorse di capitale internamente generate così come gli investimenti nella ricerca allo sviluppo, per esempio all’innovazione.”  (Comunicato stampa rilasciato dall’Alleanza Internazionale delle Cooperative).

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