Non c'è rapporto di ricerca, documento di policy, progetto di sviluppo che non riservi anche solo qualche riga agli "addetti ai lavori". Ma chi sono questi soggetti? Dove si trovano? e soprattutto come possono essere coinvolti, al di là di generici richiami ad un ruolo, spesso passivo, di "destinatari"? Solitamente il referimento più immediato va a coloro che lavorano in cooperative e imprese sociali oppure nelle loro organizzazioni di rappresentanza e coordinamento. Ma esiste un altro importante e sottovalutato target, ovvero quelle persone inserite in strutture pubbliche e private che hanno l'obiettivo di sostenere, in forme e modi diversi, lo sviluppo di questo settore: funzionari delle amministrazioni locali, nazionali e comunitarie, gestori di fondazioni erogative e istituti finanziari, referenti di agenzie internazionali, ecc. Una tipologia piuttosto vasta che svolge un ruolo cruciale nel definire ed implementare linee guida a favore di un comparto che però, spesso, conoscono poco soprattutto nella sua articolazione interna. Da qui lunghe e sconfortanti riunioni dove è necessario ripartire dagli elementi definitori di base per tentare di correggere visioni parziali e confuse (se non distorte). Le cause di questa situazione, emersa ancora una volta in occasione dell'ultima conferenza sull'impresa sociale promossa dalla Commissione Europea, sono legate anche allo scarso investimento in attività di divulgazione mirata della produzione scientifica e delle ormai citatissime "buone pratiche" da cui questi interlocutori possono trarre ispirazione per una crescita in senso qualitativo degli interventi per lo sviluppo.